Abbattista rivede il figlio, ma sarà nascosta

IVREA A decidere la data del confronto tra Caterina Abbattista e il suo secondo figlio (dodicenne)sarà il giudice. La madre di Gabriele Defilippi, assassino reo confesso (con il complice ed amante Roberto Obert) della professoressa castellamontese Gloria Rosboch, è attualmente in carcere a Torino con l'accusa di concorso in omicidio. «Non vedo l'ora di rivedere mio figlio minore, non mi importa se mi accusa, io sono innocente». Caterina Abbattista ha ricevuto la notifica della richiesta del pubblico ministero al giudice per le indagini preliminari di disporre l'incidente probatorio tra lei e il figlio più piccolo, già sentito dai carabinieri in due diverse occasioni come testimone. L'incontro si terrà in un locale attrezzato appositamente in Procura a Ivrea: madre e figlio saranno divisi da uno specchio per non turbare ulteriormente il ragazzino. L'incidente probatorio è uno strumento giuridico che serve ad acquisire delle prove prima del dibattimento processuale. Si svolge davanti ad un giudice e alla presenza degli avvocati. Solitamente lo si chiede quando si teme che le prove, in qualche modo, possano venir inquinate prima del processo. In questo caso si vuole cristallizzare i ricordi dell'adolescente evitando di esporlo alle naturali tensioni pre processuali. Abbattista potrà vedere suo figlio attraverso lo specchio ma lui no. Entrambi saranno chiamati a rispondere alle domande del procuratore capo Giuseppe Ferrando e degli avvocati della difesa. È trapelato che Caterina Abbattista scrive spesso lettere al figlio con domande che solitamente fa una mamma, a partire dal rendimento scolastico. Non risulta che il bambino abbia mai risposto. I legali della Abbattista parlano di una «madre addolorata ed affranta» che «soffre nel non vedere da mesi suo figlio». Il padre del bambino, andò a prendersi il figlio a Gassino a casa dell'ultimo convivente della Abbattista, per trasferirlo in modo definitivo nella sua abitazione in Canavese. Quella dell'adolescente è una testimonianza chiave. I suoi ricordi potrebbero salvare o affossare la mamma. La conferma di averla vista bruciare banconote nel camino di casa (false, quelle usate per organizzare la truffa ai danni di Gloria Rosboch, e vere, per paura delle impronte digitali lasciate dall'ex insegnante di Gabriele). Il prossimo 28 ottobre, in tribunale a Torino, verrà discussa l'istanza di decadenza della potestà genitoriale di Caterina Abbattista, su richiesta del papà (con l'avvocato Andrea Bertano) deciso ad ottenerne il pieno affidamento. Gli avvocati difensori dell'operatrice socio sanitaria in servizio a Ivrea (e attualmente sospesa dal servizio), Erica Gilardino e Matteo Grognardi vedono il confronto come «un'occasione per dimostrare che la nostra cliente era solo parzialmente a conoscenza della truffa che il figlio Gabriele con Roberto Obert avrebbe architettato per mettere le mani sui risparmi di Gloria Rosboch e completamente estranea all'omicidio della stessa» Abbattista e Gloria Rosboch si conoscevano da anni perché Gloria fu insegnante di Gabriele. Anche da questo la rabbia della mamma della vittima: «Quella donna sapeva e poteva salvare Gloria».