Ultimo rombo di motori per Pietro

CHIVASSO Erano quasi quattrocento le persone che hanno preso alle esequie ieri, sabato 30 aprile, di Pietro Deluca, centauro di 37 anni, morto all'ospedale Cto di Torino mercoledì scorso dopo quattro giorni di un coma in cui era entrato in seguito di un terribile incidente stradale a bordo della sua moto. Pietro Deluca, che abitava nella frazione Boschetto, era ricoverato nel reparto di rianimazione del Cto di Torino. Le sue condizioni erano disperate, a causa del gravissimo trauma cranico: in sella alla sua Honda Cbr 1000, diretto verso Caluso, aveva tamponato una monovolume che lo precedeva. A causa dello scontro piuttosto violento era stato sbalzato dalla moto, finita in un canale che costeggia la statale. Lui invece aveva battuto la testa sull'asfalto. I medici del 118 intervenuti sul luogo dell'incidente erano riusciti a rianimarlo. Trasferito al Cto era stato intubato e ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione. Qui i medici hanno tentato l'impossibile, ma la sua vita era appesa ad un filo. Nel volgere di 24 ore era subentrato il coma, da cui non si più ripreso finchè il cuore ha cessato di battere. Il feretro di Pietro Deluca dalla sua abitazione di via Sant'Anna nella piccola frazione di Boschetto è stato portato alla chiesa di San Giovanni Evangelista dove don Gianmario Cuffia ha celebrato il funerale. Pietro è stato accompagnato dall'intera frazione chivassese, oltre che dai suoi amici e compagni di mille avventure sulle due ruote, i quali, come ultimo saluto hanno sgasato all'ingresso ed all'uscita della bara nella chiesa. Tra i moltissimi amici e conoscenti giunti a Boschetto, anche i suoi colleghi di lavoro della Luxottica di Lauriano, come Alessandro Canargiu, 46 anni di Rondissone: «Abbiamo iniziato a lavorare insieme alla Luxottica nel 2006 e da allora ho potuto conoscere Pietro, persona meravigliosa, gentile e soprattutto sempre con un sorriso contagioso sul volto. Mi chiamava scherzosamente il socio e tra le sue più grandi passioni aveva le moto, la Juve e soprattutto le nipotine Alice ed Emma di due anni la prima e di sette mesi la seconda – commenta Canargiu. Ci lascia una persona eccezionale, fisicamente non c'è più, ma nel nostro cuore vivrà in eterno»