Percorso sensoriale 80 presidi Slow food
SAN GIORGIO Una lunga e vivace narrazione sul significato e sul grande potenziale di sviluppo sostenibile della biodiversità, si tradurrà plasticamente nel Mercato della terra e delle biodiversità, al suo secondo rendez-vous sangiorgese sabato 7 e domenica 8 maggio nelle vie di un centro storico, che si è fatto ancora più accogliente e curato con panchine, elementi di arredo urbano e dehors. Il cibo come elemento identitario, che plasma il territorio, che diventa espressione del saper fare e soprattutto occasione per spiegare come l'innovazione tecnologia sia legata sempre più all'agricoltura, creando nuovi sbocchi occupazionali e mantenendo inalterati i valori per le tradizioni e per uno stile di vita buono, pulito e giusto. Esempio sangiorgese è il presidio Slow food della piattella canavesana di Cortereggio che per due intense giornate si accompagna al mercato dei produttori con biodiversità provenienti da tanti angoli del Canavese e da ogni parte d'Italia, con qualche veduta oltralpe. Nel centro storico fino a piazza Ippolito, immersi in una scenografia d'antan creata per l'occasione, si snodano un'ottantina tra presidi Slow food, del Piemonte, della Liguria, della Sardegna, della Puglia, della Marche, del Lazio della Campania, i Prodotti del paniere della provincia di Torino, come gli asparagi di Santena, i maestri del gusto, le fattorie di Coldiretti e gli artigiani del gusto. Tutti marchi del made in Italy del gusto. Un percorso sensoriale che porta alla conoscenza di diverse identità territoriali costruite intorno alla valorizzazione di un prodotto d'eccellenza e di un modello da replicare. Un viaggio nel gusto e nelle storie raccontate direttamente dai produttori che attraversa tutto lo stivale, concentrato nel raggio di un chilometro. Ci saranno, solo per citarne alcuni, i presidi Slow food Zafferano di San Gavino Monreale, il fiore sardo dei pastori (Sardegna), Saras del fen, Mieli di alta montagna, Peperone corno di bue, Vecchie varietà di mele piemontesi. "Non fare il fagiolo" riunirà le comunità slow beans: i presidi del fagiolo rosso di Lucca, del fagiolo di Conio (Liguria) della Fava di Carpino (Puglia), della lenticchia di Rascino (Lazio) del fagiolo dente di morto di Acerra (Campania), del fagiolo rosso scritto del Pantano di Pignola (Basilicata) . E naturalmente la piattella canavesana di Cortereggio, venduta nei caratteristici barattoli in vetro con decorazioni fatta di tela di canapa, offerta in degustazione nelle caratteristiche tofeje, dove è stata cotta per un giorno con le cotiche. Dal Canavese il salame di patata di Settimo Vittone, le tome della Valle di Lanzo, la fattoria di cascina Amaltea. A rappresentare l'eccellenza enologica le aziende vitivinicola, Ciek, Massoglia, tenuta Roletto, ed Orsolani. Sbankettando Il padiglione enogastronomico allestito sotto i portici dell'Ala, dove anticamente si svolgeva il mercato delle granaglie, colma una lacuna della scorsa edizione. Un luogo in cui degustare i prodotti in tutta calma, in abbinamento alle varie etichette di vini rigorosamente Erbaluce, Canavese e Carema, serviti dai sommellier, raccontate dai produttori, che illustreranno le caratteristiche organolettiche, la fatica del lavoro in vigna e la leggenda dell' Erbaluce. La regia è affidata ai ristoratori locali, che presenteranno piatti in esclusiva, ed alla Pro loco. Il padiglione s'inaugura sabato 7 alle 18,30 e poi riapre alle 11,30 di domenica. Tra le specialità servite in esclusiva nel padiglione il gelato alla piattella, che aveva debuttato al salone del gusto di Torino. Lydia Massia