Questa sera appuntamento jazz con Deval, Occhiena, Bellavia
IVREA Archema Project, questa sera, mercoledì 13, alle 21.30, al Country Inn, per Ivrea Jazz Club. Loris Deval alla chitarra classica guitar, Alberto Occhiena al vibrafono e, musicista ospite, Ruben Bellavia alla batteria. «Insieme – spiega il direttore artistico, Massimo Barbiero – per una musicalità ad ampio respiro, caratterizzata da sonorità garbate e di gusto, nonchè da arrangiamenti curati e ritmi che spesso abbracciano la tradizione latina e afroamericana. Deval e Occhiena, con il serrato ed elegante dialogo tra i rispettivi strumenti, creano un sound caratterizzato da dolci temi cantabili e da una musicalità poetica ad ampio respiro, riservando una particolare attenzione alle dinamiche, sempre al servizio dell'efficacia espressiva della musica. Brani originali e rivisitazioni di celebri colonne sonore in chiave acustica». Valdostano, Deval inizia a suonare all'età di 14 anni, intraprendendo studi di chitarra elettrica e classica prima come autodidatta, quindi sotto la guida di diversi insegnanti, appassionandosi sempre più, nel tempo, al jazz e allo studio di armonia e composizione. Docente di chitarra dal 1999 all'associazione di musica moderna Music Studio, è fondatore del gruppo Baobabs (1999) con cui registra il cd omonimo, realizzato per il successo del concorso Ivrea in Musica, nonché primo classificato alle selezioni valdostane per Arezzo Wave. Nel 2003, entra a far parte del Malotrio, con la pianista Marta Caldara e la cantante Alessia Galeotti. Esce nell'agosto 2005 il suo primo disco di sola chitarra dal titolo "…rien ne va plus", arrangiato con Maurizio Brunod . Due anni dopo nasce un suo nuovo quartetto, Lorelei Quartet, con il quale registra, nel 2011, un disco di brani da lui scritti. È attivo da molti anni nell'organizzazione dell' Open Papyrus Jazz Festival. Alberto Occhiena, nel 2003, si diploma in strumenti a percussione, con il massimo dei voti e la lode, al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, quindi studia percussioni classiche con i maestri Matteo Moretti e Riccardo Balbinutti. Collabora con numerose orchestre dalla Nuova Cameristica e dalla Verdi di Milano alla Stabile di Como e alla Filarmonica di Torino, passando per quella del Teatro La Fenice. Nel 2001, prende parte, come percussionista, al progetto L'arte della fuga, coordinato da Luciano Berio. Al termine del concerto, come ogni mercoledì, si terrà una jam session. (fr.fa.)