Formula E, è un boom
di Nicola Artoni Le sensazioni sono quelle di sempre, l'abitacolo di una monoposto, lo sguardo che studia gli avversari schierati sulla griglia, l'attesa per l'accensione dei semafori e, una volta spenti, l'unico pensiero che va al premere l'acceleratore. La sola differenza? Sta nel propulsore, che è totalmente elettrico. Benvenuti nell'era della Formula E, specialità che ai puristi inizialmente aveva fatto storcere più di una volta il naso ma che ora, arrivati alla seconda stagione iridata, si sta imponendo sempre di più come alternativa (ma per quanto rimarrà solo tale?) alla tradizionale Formula 1. La Formula E piace, è innegabile, e mese dopo mese sta avendo sempre più successo, sia di pubblico che di sponsor. Un enorme successo. Il grande appeal della Formula E è certificato anche dai numeri. Quella in corso è la seconda stagione iridata e la crescita di interesse è stata esponenziale. Nel primo e-prix di questa annata, quello di Pechino, l'impatto è stato eccellente, con 75mila spettatori assiepati sulle tribune e una quarantina di emittenti televisive che hanno trasmesso l'evento, raggiungendo in tutto il mondo quasi 220 milioni di spettatori. Ma anche la rete è stata letteralmente travolta dal fenomeno, con 813 milioni di contatti attraverso i social media. Al termine del primo Mondiale, quello dello scorso anno, si è calcolato che, mediamente, una gara di Formula E raggiunga circa 150 milioni di audience televisiva e quattro milioni di lettori sulla stampa, numeri davvero da capogiro. E anche negli Stati Uniti il fenomeno Formula E piace parecchio. Addirittura più della Formula 1, se è vero che l'e-prix della Malesia, corso a novembre a Putrajaya, ha avuto su Fox un rating dell'1,2% (e 60mila spettatori), un dato più alto rispetto a qualsiasi gara di Formula 1, con il Gp di Monaco (il più visto) fermo all'1,1%. E d'altronde l'ha detto anche Richard Branson, patron della Virgin: «In quattro o cinque anni la Formula E sorpasserà la Formula 1 in termini di seguito e tifosi. E tra vent'anni avremo soltanto auto alimentate a batterie». Se son rose... La stagione. Il Mondiale edizione 2015-2016 è giunto alla sesta gara (su undici in totale), appena disputata sul circuito americano di Long Beach. A vincere è stato il brasiliano della Audi Sport Lucas Di Grassi, che ha chiuso davanti al francese Stephane Sarrazin (Venturi Team) e al tedesco Daniel Abt (Audi Sport). Nella classifica generale piloti a comandare è proprio Di Grassi, giunto a quota 101 punti e in vantaggio di una sola lunghezza su Sebastien Buemi. Terzo il britannico Sam Bird a 71 punti. Fra i costruttori comanda la Renault eDams con 138 punti, davanti ad Audi Sport (132) e Dragon Racing (112). E gli italiani? Quest'anno è rimasto poco o nulla. Il "Trulli Formula E Team", fondato dall'ex pilota Jarno Trulli, ha disputato la prima stagione iridata con al volante lo stesso Trulli e altri due italiani, Vitantonio Liuzzi e Michela Cerruti. Problemi tecnici ed economici però hanno impedito al team di essere al via anche in questa stagione. Con l'uscita di scena del team guidato dall'ex pilota abruzzese di Formula 1, scompaiono le ultime tracce di Italia in Formula E. La speranza però è di rivedere presto sventolare il nostro tricolore. Il futuro. Il prossimo appuntamento con la Formula E sarà il 23 aprile a Parigi. Sì, avete capito bene, la capitale francese ospiterà per la prima volta un e-prix in un circuito cittadino di 1,93 chilometri, costruito ad anello tra la tomba di Napoleone, il museo delle armi e l'Hotel des Invalides, a pochi passi dalla Senna: «Questa serie – ha detto Jean Todt, presidente della Fia, la federazione internazionale – è da sempre legata allo sviluppo di nuove tecnologie e alla mobilità sostenibile. È normaleche un paese come la Francia, da sempre all'avanguardia per innovazione, debba ospitare un e-prix nella sua capitale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA