Visite agli occhi, ci vuole ancora 1 anno

di Rita Cola w IVREA Dal 20 aprile, all'ospedale di Cuorgnè si potranno fare le prime visite ortopediche ad accesso diretto, senza prenotazione e con impegnativa del medico curante. Il servizio sarà attivo il mercoledì, dalle 13,30 alle 15,30. Saranno visitati i primi 12 pazienti che, alle 13, saranno presenti all'ambulatorio ortopedico di Cuorgnè, al piano terra, cui sarà consegnato un numero progressivo. All'ospedale di Ivrea, l'accesso diretto in ortopedia era già previsto per le urgenze, tutti i pomeriggi, dal lunedì al venerdì, dalle 14 alle 16 e non cambierà nulla. È una delle azioni concrete per aggredire le liste di attesa, questione enorme e molto dibattuta con dati raccolti e diffusi dalla stessa azienda sanitaria che denotano, negli ultimi mesi, un leggero miglioramento legato ad alcune specialità mentre su altre i dati sono sostanzialmente gli stessi e denotano una criticità che si fa fatica a risolvere. Oltre i trecento giorni medi di attesa resta tutto il blocco delle prestazioni legate all'oculistica, con un accesso significativo a Ivrea anche di pazienti di altre aziende sanitarie e una domanda che non tende assolutamente a diminuire. E oltre i 300 e per la maggior parte oltre i 200 giorni restano anche alcuni esami per accertamenti diagnostici (o controlli periodici) legati alle patologie cardiovascolari, sostanzialmente tra le più diffuse. Oltre i 200 giorni si deve aspettare anche per la spirometria e - ormai da tempo - anche per le visite allergologiche, una criticità, quest'ultima, che si evidenzia ormai da tempo anche per la carenza di medici specialisti. L'incarico Nell'agosto scorso, il direttore generale dell'Asl/To4, Lorenzo Ardissone, aveva istituito la figura del manager delle liste di attesa affidando l'incarico a Eva Anselmo, 37 anni, medico in servizio al distretto di Cuorgnè. La sua nomina era stata accolta con una certa curiosità: in Piemonte è l'unico incarico di questo tipo, incarico che lei svolge oltre al suo servizio al distretto. «Con il supporto e la collaborazione indispensabile del controllo di gestione e la direzione - dice - stiamo esaminando nel concreto i numeri della domanda di prestazioni che, nei fatti, nella compilazione delle agende si traduce in liste di attesa. E, specialità su specialità, cerchiamo di capire quali correttivi possano essere messi in campo. Mi è stata chiesta la disponibilità a lavorare su questo fronte e ho accettato volentieri». Le azioni Qualcosa si è mosso e qualcosa si muoverà nei prossimi mesi: «Il problema è molto complesso ed è il risultato di vari fattori. Il nostro obiettivo è monitorare in dettaglio il fabbisogno della popolazione e arrivare a una revisione delle agende di prenotazione in modo, in sostanza, da dividere in maniera netta le prime visite dai controlli periodici». Quando si parla di liste di attesa va specificato che si parla sempre di prestazioni al di fuori dell'emergenza e urgenza (sempre garantite) che andrebbero comunque erogate in 30 giorni se si tratta di visite specialistiche, 60 se di accertamenti diagnostici. Eva Anselmo spiega anche come, in questi primi mesi, siano state portate avanti azioni specifiche e diversificate su singoli problemi: «Gli utenti finora coinvolti sono stati circa tremila». I dettagli Per quanto riguarda le prime visite allergologiche, sono state organizzate all'ospedale di Chivasso sedute dedicate agli utenti in lista di attesa in tutte le sedi Asl con uno specialista convenzionato incaricato per l'occasione e a Chivasso è stato assunto un allergologo in sostituzione di un pensionamento. Per le prime visite pnemulogiche, le criticità riguardavano l'eporediese e sono state organizzate sedute dedicate a Ivrea. Inoltre, uno specialista pneumologo che prima divideva il proprio tempo lavorativo all'ospedale di Chivasso tra l'ambulatorio di pneumologia e l'attività internistica di medicina ora si dedica a tempo pieno alla pneumologia e si divide tra Chivasso e Ivrea. Per un'altra serie di prestazioni (prime visite gastroenetrologiche, urologiche, oculistiche, ecografie addominali) sono state istituite sedute dedicate al recupero delle persone in lista di attesa, che sono state contattate per anticipare la prestazione. Diverso il discorso per le ecografie addominali: a Ivrea sono state organizzate sedute dedicate alle persone in lista d'attesa mentre in tutta l'area dell'azienda sanitaria, le strutture private accreditate, dentro un accordo con l'Asl/To4 e senza costi aggiuntivi, hanno contattato telefonicamente gli utenti dell'area circostante in attesa per l'ecografia per offrire la prestazione da loro. Accesso diretto Restano, per alcune specialità, gli accessi diretti. Nell'Asl/To4 l'accesso diretto è per tutto quanto riguarda l'oncologia, per le prime visite cardiologiche a Ivrea e Ciriè per le prime visite urologiche a Ciriè. Dal 20 aprile, a Cuorgnè, accesso diretto per le prime visite ortopediche. «Il nostro impegno - sottolinea il dg Ardissone - è continuo. Finora abbiamo cercato di adottare alcune soluzioni flessibili sulla base della lettura dettagliata dei numeri del fabbisogno dei cittadini». È sufficiente? Probabilmente no, vista la complessità del problema. E, non a caso, il governo e la flessibilità dell'offerta va di pari passo alle azioni messe in campo dalla direzione sanitaria sull'appropriatezza prescrittiva, dentro e fuori l'azienda: «Che in pratica significa - osserva il direttore sanitario dell'Asl/To4 Giovanni La Valle - creare reti e linee operative per fare in modo che le persone abbiano ciò di cui hanno bisogno nell'ordine e nei tempi giusti».