Blitz dei Ris a Forno, ma la pistola non c’è

di Mauro Giubellini wIVREA Omicidio Rosboch, le indagini proseguono senza sosta, nonostante le festività pasquali e nonostante gli assassini siano stati assicurati alla giustizia. Sono ancora tanti i nodi d sciogliere, gli interrogativi a cui dare una risposta. I due killer, Gabriele Defilippi, 21 anni, e Roberto Obert, 54 anni, suo complice ed attempato amante, continuano ad addossarsi la responsabilità dell'efferato delitto. Interrogati separatamente (i verbali sono tuttora secretati) i due hanno raccontato versioni completamente diverse e, soprattutto, hanno dipinto uno scenario inquietante in cui sesso, droga e denaro facile sono il comune denominatore di due vite apparentemente normali. Apparentemente. Ed in questa rete diabolica era caduta la povera Gloria Rosboch, professoressa 49enne, che nulla sospettava quando aveva affidato i suoi risparmi, 187mila euro a Gabriele Defilippi, suo ex allievo che ne aveva conquistato con l'inganno la fiducia facendo anche breccia nel suo cuore. Defilippi, reduce da nove ore di interrogatorio, malore compreso, in attesa di essere nuovamente ascoltato dal procuratore capo, Giuseppe Ferrando il prossimo 31 marzo (si parlerà solo ed esclusivamente della giornata del 13, data del delitto) ha raccontato la sua verità inguaiando nove persone. Alcune già note agli investigatori. Altre no. Ma il giovane truffatore seriale ha la menzogna nel dna, e questo è un dato di fatto. Cosa abbia detto nell'ultimo faccia a faccia con gli inquirenti non è dato sapere ma l'indomani i reparti speciali investigativi dei carabinieri sono tornati a Forno, nell'alloggio di Roberto Obert, trascorrendoci la giornata intera. Con l'ausilio delle unità cinofile di Volpiano, insieme ai colleghi di Rivara e Ivrea, i Ris cercavano i soldi e la pistola che il suo giovane amante gli avrebbe affidato dicendo di nasconderla. Se ne sono andati a mani vuote. L'esito negativo è un punto a favore di Obert, difeso dall'avvocato Celere Spaziante. «Andate a cercare in casa di Obert la pistola e i soldi di Gloria, sono in cantina» aveva fatto mettere a verbale il 21enne già nel primo interrogatorio. L'ennesima bugia o una strategia mirata a farsi riconoscere quell'inaffidabilità anticamera della seminfermità mentale a cui punta per evitare l'ergastolo?