Renzi: «I voti di Verdini? Nel 2013 abbiamo perso»
ROMA «Conosco un metodo infallibile per non avere in maggioranza Alfano e Verdini: vincere le elezioni, cosa che nel 2013 non è accaduta». Alla vigilia della Direzione nazionale del Pd, che si riunisce oggi, Matteo Renzi si presenta al congresso dei Giovani democratici e spiega perché i voti dei verdiniani sono necessari. Quella del segretario dem è una replica indiretta a quanti, all'interno del partito, hanno più volte contestato il fatto che i provvedimenti più importanti degli ultimi tempi siano stati approvati con il determinante sostegno dei fuoriusciti di Forza Italia. «Sembra si siano svegliati tutti insieme, ma Alfano e Verdini hanno votato la fiducia come era accaduto col governo Letta e il governo Monti» ricorda il premier, che spiega anche come in futuro si potrà evitare il ricorso ai voti dell'ex fedelissimo di Berlusconi. «Mi dicono: ma tu governi coi voti del centrodestra? Già, perché abbiamo perso le elezioni l'altra volta. La prossima volta le elezioni le vinceremo e i voti del centrodestra non ci saranno». E alla minoranza dem, che vuole avere garanzie sulla direzione che sta prendendo il partito, il capo del Nazareno manda un messaggio inequivocabile. «Mi resta l'ambizione di non discutere di piccole beghe ma di temi più grandi. Ma su questo facciamo i conti domani (oggi n.d.r.)» dice il premier che non rinuncia a lanciare una frecciata anche agli avversari: «Io sono orgoglioso del nostro partito che discute, mentre quelli che ci criticano aspettano che il "sacro blog" dica sì o no, o prendono ordini da una villa brianzola». Ma ieri non sono mancati momenti di forte tensione con il Movimento 5 Stelle. La lettera lasciata dal vicepresidente della Camera, Luigi Di maio, sulla tomba di don Diana, il parroco ucciso 22 anni fa dalla camorra, ha indotto molti esponenti del Pd a chiedere le «dimissioni» di Di Maio, che nella lettera ha scritto: «Caro don Peppe ti hanno ucciso un'altra volta, Non sono stati i camorristi ma premier, sottosegretari e ministri». Parole che ha scatenato l'ira del premier: «Pensare che di fronte ai martiri della camorra si possano utilizzare le cerimonie e le ricorrenze per tirarsi addosso tra partiti come ha fatto il vicepresidente della Camera eletto con i voti del Pd, è il segno più meschino e misero cui può arrivare la politica». Il premier ha infine parlato del referendum sulle trivellazioni promosso da alcune Regioni. «Che il Pd dia un'indicazione non significa che non ci sia la piena possibilità per chiunque, senza intervento della segreteria, di fare quel che crede. Ma non fatevi prendere in giro: non è un referendum sulle nuove trivelle, è un referendum per bloccare impianti che funzionano. Io lo considero uno spreco».(g.r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA