Quella vergine giurata e cervellotica

IVREA «Bah». Ha esclamato qualcuno all'accensione delle luci di fine spettacolo nelle sale del Boaro. Se siete amanti di quei film in cui trascorri i primi 20 minuti a guardare lo schermo e cercare di capirci qualcosa (chiedendoti se sei tu che non capisci o è la mente della regista che è un po' complessa) allora questo è uno di quei film che fa per voi. Non si capisce bene cosa abbia voluto infatti trasmettere Laura Bispuri, con il suo esordiente lungometraggio dal titolo "Vergine giurata" tratto dall'omonimo romanzo di Elvira Dones (e vincitore del David di Donatello). «Lo vedi quell'uomo là? Era una donna» è uno dei momenti sicuramente più elucubranti dell'intera pellicola il cui filo conduttore è un tantino aggrovigliato e pieno di doppi sensi. Sicuramente un film del genere in un momento storico in cui il nostro Paese continua a lottare disperatamente per l'affermazione (nel bene o nel male) delle donne al potere, delle unioni civili e dei diritti individuali, fa riflettere sul fatto che non si possa mai rinnegare se stessi ma che occorra lottare per esserlo e su quanto sia vitale quel senso di libertà nel riscoprirsi quel che si è. Suggestivo lo scenario della prima parte: montagne albanesi ed immagini di abitanti rurali cresciuti a pane e cultura maschilista lasciano pensare su ciò che è stato (e che in parte è in alcuni villaggi contadini); un po' banale la seconda parte in cui Hana, la "vergine giurata" rompe il suo patto di sangue e si libera da quella prigione (e dalle sue frustrazioni) con la scoperta del sesso ed il definitivo abbandono di quella fascia che le teneva stretto il petto fino a farla soffocare in un vestito che non era quello desiderato. Voto: 6 Titolo: Vergine giurata Anno: 2015 Regia: Laura Bispuri Attori: Alba Rohrwacher, Lars Eidinger, Flonja Kodheli Durata: 90 minuti Flavia Zarba ©RIPRODUZIONE RISERVATA