La burocrazia stoppa il poliambulatorio
di Rita Cola w IVREA A metà gennaio pareva cosa fatta. Tanto che era stato stabilito che il centro prelievi di Casa Molinario fosse trasferito al piano terra del nuovo poliambulatorio la settimana dopo Carnevale. Ora la Quaresima è agli sgoccioli, ma qualcosa si è inceppato all'ultimo miglio per il poliambulatorio dell'Asl/To4 costruito nel parco Dora Baltea. E pensare che, a metà gennaio, era stato presentato come uno dei (pochi) lavori pubblici completato nei tempi previsti - consegnato nel settembre 2013, seicento giorni per realizzare l'opera - dopo anni di chiacchiere e impegno nel superare varie questioni burocratiche legate ai finanziamenti. Quattordici milioni e 600 mila euro la spesa finanziati da vari enti (poco meno di 3 milioni dal ministero della Salute, un altro milione e mezzo sempre dal ministero, 5 milioni della Regione e 4 dall'Asl/To4 anche attraverso la cessione di immobili), l'appalto era stato vinto dalla ditta Mattioda in associazione temporanea di impresa con Sogeco e Avaro e Tarditi e già, per cominciare i lavori, aveva dovuto aspettare un anno e mezzo. Ma che è successo a un soffio dal traguardo? Luciano Ponzetti è il presidente di Scr, la società di committenza regionale che ha realizzato l'opera. C'era anche lui, a metà gennaio, all'anteprima della visita all'edificio tutto nuovo. Pareva tutto a posto, poi la consegna dell'edificio all'Asl/To4 che dovrà prenderlo in carico e gestirlo è slittata di settimana in settimana. «Serve ancora qualche giorno di pazienza - dice Ponzetti- . Dovevano essere terminate delle procedure di collaudo piuttosto complesse e poi va ancora visto il cambiamento di destinazione del terzo piano, che avrebbe dovuto ospitare il laboratorio analisi. Siccome è stato deciso che invece ospiterà il laboratorio della farmacia galenica sono in corso alcune valutazioni di compatibilità degli impianti. Tutto qui. Sono dispiaciuto di questo slittamento perché ci siamo impegnati a fondo, abbiamo anticipato i pagamenti e pensiamo pure alla sistemazione dell'area esterna. Sarà un edificio nuovo e moderno e credo che il punto non sia se si aspetti ancora qualche giorno o meno». Che il laboratorio analisi da sei milioni e mezzo di prestazioni previsto al terzo piano non ci sarebbe stato, a Ivrea, lo aveva detto una sera l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta a un incontro del Pd e sollecitato da una domanda del sindaco Carlo Della Pepa. Dall'Asl/To4, infatti, il laboratorio analisi è destinato a sparire per effetto di una razionalizzazione nel corso del 2016 che porta a tre le strutture tra Torino e provincia. A quel punto, siccome i lavori per la costruzione del laboratorio della farmacia per la preparazione dei farmaci tumorali delll'Asl/To4 dentro l'ospedale non erano ancora iniziati, la direzione dell'azienda sanitaria ha deciso di utilizzare il terzo piano del poliambulatorio. Ma questo accadeva a ottobre. Lorenzo Ardissone, direttore generale dell'Asl/To4, ribadisce quanto detto due mesi fa: «Premesso che se ci sono problemi siamo disponibili a risolverli, dal momento della consegna dell'edificio avremo bisogno di tre-quattro settimane per alcuni semplici lavori interni e di allestimento per il trasferimento del centro prelievi. Il trasloco avverrà infatti in più fasi. Prima il centro prelievi e il centro unico di prenotazioni che si trovano a casa Molinario, successivamente gli ambulatori che si trovano in corso Nigra e via via gli altri uffici del distretto e cure domiciliari». Carlo Della Pepa, il sindaco, sollecita lo sblocco della situazione: «Quando sono stato eletto sindaco la prima volta, nel 2008, già si parlava da anni del poliambulatorio e ho cominciato a sollecitare il caso. Era stato inizialmente detto che il poliambulatorio sarebbe stato operativo entro fine anno e adesso non c'è una data di consegna di fine lavori. L'edificio è terminato e se ci sono problemi vanno risolti. Il punto, in realtà, è molto semplice: c'è bisogno di uno spazio idoneo per i servizi sanitari. Basta andare la mattina a Casa Molinario (al centro prelievi ci va una media di 300 persone al giorno) per rendersene conto».