Furti a raffica, sgominata una banda

CHIVASSO La banda dei georgiani (così è stata definita dagli investigatori che l'hanno seguita per mesi) è stata sgominata. Era composta da sei uomini tutti con precedenti, originari della Georgia (uno solo è ucraino). I fermi sono stati fatti dai carabinieri del nucleo operativo di Chivasso in esecuzione di un decreto emesso dalla procura di Ivrea. La banda era attiva anche in Canavese con furti in abitazioni di Cuorgnè. Altri colpi poi in alcuni centri della Valle d'Aosta ed in un paio di uffici, che ospitano assicurazioni, a Chivasso. Almeno altri otto furti in case di Carmagnola e Torino, sarebbero da attribuire ai georgiani. Ma i carabinieri ipotizzano che la banda sia responsabile di una quarantina di furti o forse più. Segno distintivo per tutti i colpi è l'utilizzo della cosiddetta chiave bulgara, un sofisticato sistema che consente di aprire le porte, anche quelle blindate, e le cassaforti. Bastano pochi minuti, una volta individuato il target, la serratura viene esaminata, i ladri si portano dietro una valigetta -kit con una serie di grimaldelli e chiavistelli di varie misure. All'interno viene inserita la cosiddetta chiave morbida in grado di leggere i codici della serratura, da sovrapporre poi ad un secondo attrezzo, ruotandola da destra a sinistra. Il gioco è fatto. Basta tornare alla base, e, con un piccolo tornio si crea la chiave master, perfetta al millimetro. Ora i componenti della banda sono nelle carceri di Ivrea e di Torino con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato in abitazione. Loro sono Giga Svanadze, 26 anni, il più giovane, Daviti Tsikoridze, 27 anni, Petro Palamar, 28 anni (l'ucraino), Mikheill Chogovadze, 34 anni, Avtandil Tugushi, 39 anni, e Eduard Roinovich Rozanov, 43 anni. Nei covi della banda in due alloggi a Torino, i carabinieri hanno trovato, oltre a 300 mila euro in contanti in banconote di vario taglio, abiti e borse firmati, computer, macchine fotografiche, piccoli elettrodomestici, orologi, oggetti in argento, per un valore complessivo stimato in oltre 500 mila euro. Nei covi c'erano anche un drone e quattro auto che sarebbero state utilizzate per i furti. Le indagini tra intercettazioni pedinamenti sono durate più di due mesi. Dal primo colpo, avvenuto l'11 gennaio a Chivasso, ai danni della Reale mutua. La banda non colpiva mai insieme, ma si divideva in due batterie. Inoltre nella stessa operazione i carabinieri di Chivasso arrestavano altri due georgiani: Andro Arachemia, 25 anni, con l'accusa di un furto aggravato, che avrebbe commesso ai danni dell'agenzia Unipol Sai di Ovada lo scorso 2 marzo, ed Omari Tsintsadze, 67 anni per ricettazione. La banda, una volta penetrata nelle case di privati e negli uffici di aziende non aveva pietà. Tra i particolari emersi dall'inchiesta, infatti, ha colpito che in un'abitazione di Cuorgnè i ladri hanno anche spaccato e portato via gli spiccioli contenuti in un salvadanaio di un bambino. Lydia Massia