Cacciavite nella coscia: «Dacci 700 euro»
FOGLIZZO Una coppia di nomadi sinti, residenti a Foglizzo ed un terzo nomade, che invece abita nel piccolo campo nomadi in via Brandizzo a Volpiano, sono stati arrestati su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Torino Adriana Cosenza, con l'accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione, violazione di domicilio in concorso, e lesioni personali. La vittima è un 28enne di origine marocchina abitante a Torino. Era stato portato via dalla sua abitazione e poi ferito con un cacciavite infilato nella coscia. Gli arresti sono stati preceduti da una delicata indagine condotta con la collaborazione dei carabinieri della stazione di Volpiano. In manette sono finiti Antonio Riviera, 36 anni, la moglie Luciana De Glaudi, 33 anni, residenti a Foglizzo e Giuseppe De Glaudi, 30 anni, fratello di Luciana che abita a Volpiano. I tre, convinti che il 28enneavesse rubato a uno di loro 700 euro, si sarebbero fatti giustizia da soli, per giunta fingendosi carabinieri. La vicenda comincia lo scorso 2 novembre nel bar di una stazione di servizio di San Benigno, e finisce due giorni dopo, nell'abitazione di Torino del 28enne, in un alloggio del quartiere Barriera di Milano. Antonio Riviera entra nel bar. Dopo aver bevuto un paio di aperitivi diventa allegro: «Guardate quanti soldi ho guadagnato», dice agli altri avventori del locale mostrando una mazzetta di soldi: circa 8 mila euro in contanti. Nel bar c'è anche il 28enne in compagnia di un connazionale. Quando Antonio Riviera esce dal bar e rientra a Foglizzo si accorge che gli mancano 700 euro. Subito pensa che a sfilarglieli dalla tasca sia stato uno dei due giovani che aveva incontrato. Così racconta tutto alla moglie e al cognato. I tre a quel punto, invece di rivolgersi ai carabinieri, pensano di sostituirsi agli uomini dell'Arma. Prima cercano l'uomo che abita e lavora a San Benigno, poi da questo si fanno dare nome ed indirizzo del connazionale che abita a Barriera Milano. E quindi si presentano alla sua abitazione come carabinieri per farsi aprire la porta. Una volta dentro lo prelevano con la forza e lo caricano sulla loro auto. Li aspetta Luciana De Glaudi. «Adesso devi restituirci i soldi altrimenti ti caviamo gli occhi». E per dimostrare che fanno sul serio la donna gli conficca nella coscia sinistra un cacciavite. Ma il 28enne quei soldi non li ha presi. Così lo lasciano andare buttandolo fuori dall'auto, in corso Giulio Cesare a Torino. La vittima, subito dopo il sequestro, è andata al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni Bosco dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di 6 giorni. Subito dopo l'uomo ha denunciato tutta la sua disavventura ai carabinieri che hanno cominciato subito le indagini. Lydia Massia