Spuntano nuove donne, almeno una decina
CASTELLAMONTE Porta il nome di un arcangelo, Gabriele, presente sia nella tradizione cristiana che islamica. Ma lui, appena 21enne, si è dimostrato un demone architettando, pianificando e portando a termine il crudele omicidio di Gloria Rosboch, 49 anni, sua ex professoressa, dopo averla raggirata e depredata del suo tesoretto, 187mila euro. Gabriele Defilippi cadendo verso l'inferno delle sue responsabilità sta trascinando con sè decine di persone. Donne e uomini, anziani e giovanissimi. L'ultima sta pagando un prezzo molto alto perchè, rispetto a tante altre che sono entrate nel diabolico cerchio delle amicizie di Defilippi, perchè si è resa complice della truffa ai danni di Gloria Rosboch. E per questo è stata indagata dopo quattro ore di interrogatorio (giovedì) davanti al Procuratore capo, Giuseppe Ferrando. Si tratta di Efisia Rossignoli (difesa dagli avvocati Ferdinando e Fiorenza Ferrero), 44 anni, storica cameriera del ristorante Luna di San Giorgio. Sposata e con figli. È lei la sedicente direttrice dell'agenzia San Paolo di San Giusto, la famosa dottoressa De Martino. Nell'ottobre 2014 telefonò a Gloria Rosboch, istigata (e forse pagata) da Gabriele Defillippi, 22 anni, killer dell'insegnante di sostegno alla media Giacomo Cresto di Castellamonte, uccisa il 13 gennaio, ora in carcere con accuse da ergastolo, assieme al complice Roberto Obert e alla madre Caterina Abbattista, per rassicurarla. I soldi trafugati da Gabriele «sono al sicuro in banca - disse con un tono professionale - sono stati depositati dal dottor Defilippi e sono a sua disposizione per completare l'operazione». Perché Efisia Rossignoli ora indagata per truffa in concorso dal procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando, s'è prestata a questa farsa? Gabriele (che dai tabulati le avrebbe telefonato anche il giorno del delitto) le ha dato o promesso denaro? Se si, quanto? Gli investigatori lo stanno verificando. Comunque, anche lei, era vittima del fascinoso 21enne. Affascinante e astuto, a Rossignoli ha fornito un telefono con una scheda intestata a un cittadino cinese. «Tuteleremo la nostra cliente dalla comprensibile ma inopportuna aggressione mediatica in una fase delicatissima delle indagini - dicono i suoi avvocati Ferdinando e Fiorenza Ferrero -. Siamo abituati a fare i processi in aula e non sui giornali». Già. Però la vicenda è torbida e le cose da chiarire sono ancora tante. E gli investigatori stanno setacciando e interrogando tutte le persone che avevano a che fare con Gabriele e sua madre, Caterina Abbattista. Attorno a Gabriele ci sarebbero state almeno dieci donne (tutte sentite, tranne la sua ultima fidanzata ufficiale, una studentessa attualmente in visita a parenti in Marocco) pronte a tutto. Salvo poi crollare davanti agli investigatori e snocciolare debolezze inconfessabili. Efisia Rossignoli s'è barricata nella casa di San Giorgio. Ad affrontare cronisti e le troupe delle televisioni è stato il padre sceso in strada per bloccare i giornalisti: «Mia figlia non c'è ed io non so niente di questa storia. Vi prego lasciateci in pace». Prima lo urla con rabbia, poi dagli occhi scende una lacrima. Comprensibile. In procura, con Rossignoli giovedì c'era anche una seconda donna. Anche lei amica di Abbattista ed anche lei in intimità con Gabriele. Separata, con figli ed un nuovo compagno. Per lei non c'è stata nessuna presa di posizione da parte della procura ma il suo racconto, come altri, è stato verbalizzato e saranno tutte testimonianze che potranno essere utilizzate nel processo. La sensazione è che ogni giorno, ormai, questa storia tragica possa aprirsi a nuove, verità, un caleidoscopio dove la figura di Gabriele Defilippi non è più solo quella del truffatore omicida che ha spezzato i sogni di Gloria Rosboch, dopo averla ingannata, fino ad arrivare a decidere di toglierle la vita. (ma.gi.)