«Lascio un partito senza valori»

di Nicola Corda wROMA «Non sono io che vado via, è il Pd che lascia andare per strada i principi dell'uguaglianza». Michela Marzano filosofa e deputata dem è in viaggio per l'Italia a parlare del suo libro "Papà, mamma e gender", un tour culturale per diffondere quei valori. Dunque è la legge sui diritti civili "dimezzata" che la porterà a lasciare il Pd? «Una società che umilia le persone non è una società decente e questa vicenda mi crea un problema particolare. Sui diritti civili, delle libertà, su cui lavoro da vent'anni, avevo accettato la candidatura. Quel testo era già un compromesso e senza la stepchild adoption si è andati ben al di là. Non solo sui diritti degli omosessuali, ma anche su quelli di bambini e bambine, eliminando ogni legame con l'articolo 29 della Costituzione e tutti quegli aspetti della vita familiare». Lascerà il Pd per questo? «Più che io che lascio, credo sia il Pd ad aver lasciato per strada i valori e i temi che mi hanno portato in Parlamento. Poi continuerò la battaglia alla Camera per cercare di aggiustare il testo, ma siccome è destinata alla sconfitta…» Cos'è diventato il suo partito? «Non lo so. So solo che il problema sorge quando si dimentica che il valore fondante della sinistra è l'uguaglianza. Così si tagliano le proprie radici e si smarrisce il senso del proprio impegno». Senza adozioni legge snaturata? «Non è solo lo stralcio. Quel testo è stato rovinato in vari punti. Si dice poi sarà la magistratura a decidere sulle adozioni. Io ho dei dubbi. Togliendo ogni riferimento all'articolo 29 e definendo l'unione una specifica formazione sociale distinta dalla famiglia, si mettono dei paletti ai giudici». Le diranno: il meglio è nemico del bene… «Ma qui non si stava parlando del meglio che era il matrimonio per cui non c'erano le condizioni. Ciò che restava era il minimo accettabile per non umiliare le persone omosessuali. Perché togliere la promessa di fedeltà? Perché questa distinzione?» Alfano canta vittoria... «Appunto, si è votato un testo in cui lui mette la bandiera con quelle parole stracariche di vuoto ("abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica" ndr). Ma per me non era una battaglia di bandierine. Altro che regalo, povera Italia». Ci si aspettava un dibattito alto e invece è finita in rissa. Da filosofa è delusa? «Mi aspettavo un dibattito più elevato come persona non come filosofa. C'è un livello culturale molto basso e accade su qualsiasi argomento». Un accusa ai suoi colleghi parlamentari? «La mia è una critica alla classe dirigente che in questi anni ha fatto a pezzi tutto ciò che è studio e cultura. Dovrebbe dare l'esempio e invece si sentono dichiarazioni che mostrano solo ignoranza e arretratezza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA