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di Andrea Di Stefano wROMA Il tornado torna ad abbattersi sul sistema finanziario mondiale dopo solo un giorno di sereno. Le Borse europee hanno mandato in fumo oltre 242 miliardi di euro in un solo giorno (oltre 23,4 miliardi solo Piazza Affari). Milano è stata la peggiore (-5,63%), preceduta di poco da Madrid (-4,88%) e Parigi (-4,05%). Più caute Francoforte (-2,93%), Londra (-2,39%) e soprattutto Atene (-1,89%). Ancora una volta è stato il settore bancario a essere stato investito sin dall'avvio da un'ondata di vendite da panico, segnale evidente che i timori sulla tenuta del sistema continuano a dominare e non c'è rassicurazione che tenga. Per i mercati ieri Deutsche Bank è diventata più rischiosa di Unicredit: i credit-default swap sul colosso bancario tedesco, che assicurano dal rischio d'insolvenza, sono volati a 265 punti base contro i 245 della banca italiana. L'annuncio che la Federal Reserve «tiene in considerazione le evoluzioni della situazione internazionale» nel prendere le proprie decisioni sui tassi di interesse e, in questo senso, tiene aperte tutte le opzioni, compresa quella del ricorso a tassi negativi ha contribuito a dare l'impressione che la situazione economica sia peggiore del previsto. «Non escluderei la possibilità di tassi negativi», ha detto ieri il presidente della Banca centrale americana Janet Yellen durante la testimonianza semestrale davanti alla commissione Finanza del Senato. Chi ha scelto marcatamente la strada dei tassi negativi è la Svezia dove la banca centrale ha portato ulteriormente in territorio negativo i rendimenti abbassandoli da -0,35% a -0,5%. Da segnalare i massimi da un anno toccati dalle quotazioni dell'oro, bene rifugio per definizione quando i mercati finanziari finiscono nella bufera. Ancora in calo il petrolio che ha sfiorato i minimi da 13 anni toccando i 26,6 dollari al barile anche se ieri sera l'Opec ha annunciato di essere disponibile a rivedere la produzione e questo ha avuto un impatto positivo su Wall Street che ha ridotto le perdite. Accanto all'oro forti acquisti anche sull'altro bene rifugio, il Bund tedesco a 10 anni, il cui rendimento è scivolato allo 0,16%, e si avvicina ai livelli dello scorso aprile (0,07%). A differenza di un anno fa il mercato vende i titoli della periferia (Btp compresi) ma con un effetto molto contenuto dato che la coperta offerta dai contro-acquisti della Bce scoraggia tentativi speculativi in proposito. Questo spiega anche perché il rendimento del Btp è solo in lieve rialzo in area 1,7%. E spiega perché lo spread Btp-Bund si è portato a quota 160, quindi non tanto per le vendite sul Btp ma soprattutto per i forti acquisti sul Bund rifugio (rendimento dei bond dell'Eurozona). Le vendite sulle banche sono state ovunque in Europa nonostante le parole del commissario europeo agli affari economici: «Nell'insieme il sistema bancario europeo è molto più solido del passato», e in linea generale «abbiamo fondamenta solide», ha detto Pierre Moscovici. Parlando dell'andamento dei mercati degli ultimi giorni, Moscovici ha rassicurato: «Sappiamo che ci sono rischi per la nostra economia derivanti da fattori interni, a partire dal rallentamento della Cina, ma i dati ci dicono che la ripresa c'è ed è solida». A Parigi è crollata Societe Generale (-12,35%) seguita da Bnp Paribas (-5,18%), Axa (-5,99%) e Credit Agricole (-5,92%), a Francoforte Commerzbank (-5,85%) e Deutsche Bank (-5,45%), a Londra Barclays (-5,85%) e a Madrid Bbva (-6,61%). A Piazza Affari tra i bancari la peggiore è stata Ubi con un -12,11% nel giorno della diffusione dei conti 2015. Giù anche Intesa Sanpaolo (-6,84%), Unicredit (-7,03%), Mps -9,88%, Mediobanca, nel giorno della presentazione della semestrale, ha perso invece il 5,27%, mentre Bpm e Banco Popolare, vicine alle nozze, hanno lasciato il 2,08 e l'8,71%. Tra gli altri finanziari, Generali -8,51%. Pesanti anche industriali (Fca -5,15%, Ferrari -7,56%, Finmeccanica -6,95%) ed energetici, con Enel a -3,63%, Eni -6,02%, e Saipem a -12,02% nell'ultimo giorno dell'aumento di capitale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA