Bilancio, la spending è strutturale

ROMA Arriva la riforma del Bilancio, con tanto di spending review strutturale. È una delle novità contenute nei due decreti legislativi approvati dal Consiglio dei ministri, ultimo atto dell'attuazione della riforma della contabilità avviata con la delega qualche anno fa. E che a breve sembra però destinata a cambiare ancora. Dopo la Finanziaria, infatti, anche la legge di Stabilità potrebbe finire in soffitta: il Parlamento è pronto a ridisegnare le regole del gioco in materia di conti pubblici. Tra fine febbraio e inizi marzo alla Camera e al Senato dovrebbero essere presentati in contemporanea due provvedimenti: la nuova legge di Bilancio e la revisione della legge per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio. L'obiettivo, nel primo caso, è quello di unificare l'attuale legge di Stabilità e il ddl Bilancio in un unico provvedimento, facendo in modo che norme e tabelle siano contenute all'interno dello stesso quadro e che siano entrambe più facilmente leggibili e quindi emendabili. Da un punto di vista dei contenuti, si tratterà in parte di riprendere alcune delle novità previste proprio dai due decreti che hanno incassato l'ok del governo: fare in modo che la cassa coincida con la competenza, che si riduca la divaricazione fra le riscossioni e gli accertamenti e, infine, cercare di chiudere la stagione delle clausole di salvaguardia. Per quanto riguarda invece la revisione della legge sul pareggio di bilancio, l'obiettivo sarebbe quello di allentare i vincoli previsti per gli enti locali. Un pacchetto di norme che se fosse approvato, come da programma, per l'estate rivoluzionerebbe il profilo dei documenti di Bilancio che ogni autunno il governo presenta alle Camere. In attesa della riforma generale, intanto, l'Esecutivo archivia le partire lasciate in sospeso. Il primo decreto legislativo riguarda la «struttura del bilancio dello Stato» e punta proprio a rendere strutturale la possibilità di intervento sugli interi capitoli di spesa, stringendo i nessi tra gli obiettivi fissati dal Def e quelli che poi dovranno attuare i singoli ministeri. Previste anche procedure più flessibili per i pagamenti delle amministrazioni pubbliche. Il secondo, invece, interviene sulla gestione del bilancio di cassa potenziandone la funzione con un duplice obiettivo: da una parte, migliorare previsioni e monitoraggio su fabbisogno e debito pubblico, dall'altro, legare i risultati e le azioni alle scelte parlamentari. Il cuore del provvedimento è però rappresentato dal rafforzamento della programmazione e dei meccanismi di distribuzione delle risorse che consentono di istituzionalizzare la spending review. Di fatto, rispetto ai meccanismi attuali che intervengono «a margine» con la legge di Stabilità e che ora modificano solo le misure aggiuntive o di taglio dei conti, in futuro è prevista la revisione del ciclo del bilancio.