Ilva, ci sono i primi pretendenti
ROMA Meno di 24 ore e le carte sul destino dell'Ilva saranno sul tavolo del notaio Carlo Marchetti che dichiarerà scaduto il termine per le presentazioni di interesse. Finora a fare un passo avanti dalla zona grigia delle indiscrezioni sono stati il Gruppo Marcegaglia e Cassa Depositi Prestiti. Non ci sono dichiarazioni ufficiali ma fonti accreditate confermano le loro due manifestazioni di interesse che in futuro potrebbero confluire in una cordata. Quanto ad Arvedi, altro importante industriale siderurgico italiano in passato interessatosi all'Ilva, ad oggi non ha ancora presentato nessuna manifestazione di interesse. Accanto a questi nomi sono circolati quelli di Ottolenghi, Transteel, Eusider e dei coreani Posco che oggi potrebbero diventare concreti. Nonostante l'apertura fatta da Cdp nei giorni scorsi con l'annuncio della disponibilità ad entrare con una quota di minoranza in una cordata italiana, nonostante il prestito ponte da 300 milioni di euro che lo Stato mette a disposizione degli acquirenti (o affittuari), da parte degli industriali siderurgici ha continuato a esserci molta diffidenza nei confronti dell'Ilva. Il presidente di Federacciai Antonio Gozzi ha di nuovo confermato che la sua Duferco non è interessata all'Ilva. «Risanare l'Ilva eccede le nostre forze e penso che questo lo si possa dire di tutti gli acciaieri italiani, concentrati in questi anni di crisi sulle loro aziende. Il salvataggio dell'Ilva è una sfida gigantesca» dice Gozzi sottolineando però che «diversi di loro» possono comunque aver presentato la manifestazione di interesse. «È un atto che non impegna e che dà il diritto all'accesso alla data room, tanto più che l'Ilva non presenta i bilanci da tre anni». D'altra parte, sottolinea il presidente di Federacciai, non presentare la manifestazione di interesse «non significa non poter entrare in un momento successivo» nella partita come peraltro è previsto dal bando. Insomma oggi comincia il gioco, ma la gara si farà interessante fra poco più di un mese quanto si cominceranno a delineare le offerte. Lo sanno bene i sindacati che proprio per oggi hanno indetto uno sciopero unitario in tutte le fabbriche Ilva a partire dal Siderurgico di Taranto dove è anche prevista una manifestazione alla quale ha aderito Confindustria. Secondo il presidente della regione puglia Michele Emiliano: «Se non ci sono manifestazioni di interesse si dovrebbe passare a un piano B che è la gestione da parte dello Stato, e quindi l'effettiva nazionalizzazione della fabbrica».