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Egregio Direttore, con la presente, è mia intenzione sottolineare l'impegno e la professionalità dell'équipe medica e infermieristica del reparto di Oculistica dell'ospedale della città di Ivrea, diretto dal dottor Luca Chiadò Piat. Da circa due mesi, proveniente dalla città di Sanremo, mio luogo di residenza, mi trovavo nella città di Ivrea per assistere mio fratello maggiore e, nel mentre mi sottoponevo a visita oculistica in studio privato, dal dottor Aimino. Quest'ultimo constata plurirottura e parziale caduta della retina dall'occhio destro, mi manda prontamente al reparto oculistico dell'ospedale di Ivrea. Visitato, nel reparto oculistico dal dottor Luca Belli, confermata la diagnosi, interpellato il primario Luca Chiadò Piat, fuori sede, attraverso l'attenzione della responsabile infermieristica di reparto, signora Manuela Clerico, veniva predisposto il mio intervento chirurgico in sala operatoria nelle 24 ore successive! Espletati gli esami preliminari, prelievo del sangue, rx torace ed elettrocardiogramma, venerdì subivo ulteriore visita da parte del dottor Mignone, il quale, assieme al dottor Belli, sarà l'équipe medica di intervento in sala operatoria da lì a poche ore, venerdì 29 gennaio. Esauriti i preliminari per eventuale anestesia, con attenta premura della dottoressa anestetica, venivo ricoverato ed inviato alla sala operatoria. L'accoglienza del personale assolutamente professionale, infermieri, anestesisti e dottori chirurghi: solerti e pazienti a rispondere ad ogni mia domanda o informazione, sull'operato. Intervento eseguito in anestesia locale, denominato "cerchiaggio" della sclera, il globo oculare, al fine di riottenere l'attaccamento della retina alla sclera stessa. Leggero dolore avvertito durante i punti di "sutura" che, sutura non era, come mi spiegherà in un secondo tempo il dottor Mignone, perchè trattasi in realtà di una "legatura" del cerchiaggio a quattro dei sei muscoli presenti sulla sclera. L'intervento in sala operatoria si è concluso con successo e, essendo presenti le rotture della retina, si è reso necessario sottopormi a due sedute di trattamento laser, in ambiente ambulatoriale. Impeccabile igiene e servizio nel reparto, con simpatici, attenti e premurosi infermieri, che voglio salutare cordialmente assieme al mio compagno di stanza di una sola notte: Maurizio, di origine veneta come me, che combatte la sua battaglia contro una cecità temporanea dovuta al diabete, certo che, anche per lui ci saranno ancora carnevali e "sarde in saor"! In ultimo, vorrei ringraziare il personale medico e non, per la grande dose d'umanità che li ha contraddistinti, tutti, nessuno escluso. E, l'umanità dimostrata da tutto il personale è da considerarsi, non solo "buona sanità" ma, civiltà. Luciano Dorigo