Voto decisivo nel New Hampshire

di Andrea Visconti wNEW YORK Un grande appuntamento in un piccolo Stato. Oggi si vota nel New Hampshire e l'esito delle elezioni primarie sarà un'importante indicatore di come sta procedendo la corsa elettorale verso la Casa Bianca. Un appuntamento così rilevante che alla vigilia del voto i candidati sia democratici che repubblicani hanno tenuto complessivamente 30 comizi in un giorno solo. La posta in gioco è altissima: il 30 per cento di coloro che propendono verso il partito repubblicano lunedì non aveva ancora deciso per chi avrebbe votato. Incertezza anche sul versante democratico col 16 per cento di potenziali elettori ancora incerto. Mercoledì si saprà l'esito delle primarie che tradizione vuole ogni quattro anni si tengano qui prima che in qualsiasi altro stato Usa. Per i candidati che avranno registrato una performance debole il New Hampshire sarà la fine della corsa. Usciranno di scena senza neppure bisogno di attendere le primarie successive in South Carolina a fine febbraio e poi un blocco di importanti stati che voterà contemporaneamente il primo marzo. Donald Trump è tranquillo. È saldamente in testa fra i repubblicani. I sondaggi lo danno al 31 per cento. Un vantaggio imbattibile per i quattro candidati che si stanno contendendo la seconda posizione. Il giovane Marco Rubio spera che oggi sia il suo momento. Nell'ultima settimana i sondaggi lo hanno visto in rimonta. Ma è bastato un niente per trovarsi nuovamente su un terreno scivoloso. Sabato sera ha partecipato a un dibattito con gli altri repubblicani ed è inciampato. Ha ripetuto talmente tante volte il medesimo messaggio - «Obama sta cercando di trasformare le fondamenta dell'America» - che era sembrato un disco rotto. Se finirà in seconda posizione dopo Trump potrà cantare vittoria. Se invece finirà in terza posizione dopo Ted Cruz o peggio in quarta dopo John Kasich risalire la china sarà difficile. Jeb Bush è debolissimo. Appena, appena al 10 per cento. È ricorso perfino all'auto di mamma Barbara Bush che nei giorni scorsi era scesa in campo a caldeggiare la candidatura del figlio. Ma per il fratello dell'ex presidente le speranze sono poche. Ore di grande tensione anche sul versante democratico. Bernie Sanders è certo di vincere. I numeri sono a suo favore con un vantaggio di ben 16 punti rispetto a Hillary. La Clinton si può consolare di avere riguadagnato terreno, ma probabilmente non sufficiente per colmare il gap rispetto al suo rivale. Eppure il New Hampshire è sempre stato amico dei Clinton. Non soltanto gli elettori premiarono Bill nelle primarie del lontano 1992 ma votarono anche a favore di Hillary nel 2008 quando sfidò Obama. Quest'ultimo perse in New Hampshire (lo Stato è bianco al 93,9 per cento e nero all'1,1 per cento) ma quella sconfitta non fu ovviamente sufficiente a fermare la sua corsa vincente verso la Casa Bianca. Se Hillary rimonta è di per se motivo di soddisfazione. È per questo che alla vigilia del voto anche Bill è scatenato a fare campagna elettorale per conto della moglie. E la sta facendo senza risparmiare colpi. Ha duramente criticato Bernie Sanders accusandolo di fare attacchi sessisti e volgari nei confronti di Hillary. ©RIPRODUZIONE RISERVATA