«Recuperare il ruolo del sindaco»
BUROLO Restare uniti attraverso assemblee informative per i cittadini, contro ogni forma di obbligatorietà imposta dallo Stato nei confronti dei piccoli Comuni, è il tema dibattuto mercoledì scorso, 3 febbraio nell'assemblea Anpci, l'Associazione italiana dei piccoli Comuni, svoltasi a Burolo. Alla presenza di molti sindaci appartenenti alla Città metropolitana di Torino, con ogni parte del Canavese rappresentato, da Albiano, Bollengo, Chiaverano, Palazzo, Maglione, Pecco, ma anche San Ponso, Salassa, Oglianico, Busano, Pavone, Quincinetto, Tavagnasco e Vische, il presidente nazionale Anpci Franca Biglio ha illustrato la situazione in cui versano i Comuni sotto i 5.000 abitanti in Italia: «I problemi sono tantissimi – ha esordito Biglio – portiamo avanti una battaglia per cercare di salvaguardare l'autonomia dei piccoli Comuni, in cui la massima autorità è rappresentata dal sindaco e dalla sua amministrazione». «Il sindaco – ha dichiarato – è l'espressione dei cittadini, purtroppo però ora con la legge Delrio, emanata il 7 aprile 2014 e entrata in vigore l'8 aprile che prevede l'associazionismo, che sia unione, convenzione o fusione dei Comuni, il ruolo del sindaco non è più quello». Come Ancpi, ha proseguito, «non diciamo no alle fusioni, all'associazionismo e alle convenzioni, diciamo invece sì alla non obbligatorietà e sì a che sia il sindaco, e solo lui, a esercitare le funzioni che rientrano tra le sue prerogative». E ancora: «L'11 novembre scorso – ha detto ancora Biglio – è stata presentata una proposta di legge, la 3420, sottoscritta da 20 deputati del Pd, in cui all'articolo 1 si diceva che un Comune non può avere una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, all'articolo 2 invece si affermava che i Comuni hanno due anni di tempo per fondersi o sparire e se non lo fanno in questo caso subentra la Regione, mentre nell'articolo 3 si dice che le Regioni che non ottemperano d'imperio a far rispettare i primi due articoli, avranno il 50% di trasferimenti dallo Stato in meno. Questa legge è ridicola – ha attaccato Biglio – la proposta che arriva da noi piccoli Comuni non è quello di andare a Roma a protestare, ma promuovere assemblee per informare correttamente i cittadini». Un altro argomento è stato quello dell'acqua intesa come servizio idrico integrato. Al proposito, Giuseppe Notartomaso, sindaco di Campodipietra (Campobasso) e rappresentante nazionale Anpci ha affermato: «L'assemblea generale dell'Onu del 26 luglio 2010, sottoscritta anche dall'Italia, ha sancito che l'acqua costituisce un bene comune per l'umanità e non può essere proprietà di nessuno. È bensì un patrimonio – ha aggiunto – che va protetto e difeso come tale ed anche il referendum del 12 e 13 giugno 2011 ha stabilito, in modo chiaro e lineare, che la gestione dell'acqua dev'essere pubblica e non si possono distribuire dividendi agli azionisti, remunerare i capitali investiti, generare profitti, e pertanto appare illegittimo il metodo tariffario oggi imposto». Loris Ponsetto