Samone, scatta la protesta per le bollette dell’acqua

SAMONE Si allunga la scia dei cittadini che nelle bollette dell'acqua si ritrovano da pagare alla Smat una quota per la depurazione, anche quando l'impianto nel loro paese di residenza non c'è. O quantomeno non ha tutte le funzioni che dovrebbe garantire un impianto di depurazione delle acque reflue. A quelli di Salerano si sono aggiunti i residenti di Samone: poco meno di cento quelli che hanno cominciato a protestare formalmente chiedendo il rimborso del canone non dovuto attraverso il sostegno dell'Adoc (l'associazione dei consumatori di Ivrea). Dai primi calcoli la cifra si aggira sui 50mila euro, ma è sicuramente destinata a salire. Lo scorso giovedì nella sala polifunzionale insieme ai cittadini c'era anche il sindaco Lorenzo Poletto, che ha organizzato un incontro con l'Adoc per fare il punto della situazione ed avere chiarimenti sul tema: «Darò il mio sostegno alla protesta, ma a titolo di privato cittadino – ha detto Poletto – Poi vedremo se intervenire anche come Comune». La protesta dei samonesi seguirà il ‘modus operandi' adottato da Salerano: «Ovvero - ha spiegato Alberto Valtorta vicepresidente dell'Adoc – verranno raccolte tutte le richieste di rimborso a cui va allegata la bolletta (ne basta una sola). L'ideale sarebbe un punto di raccolta in municipio. Poi verrà sottoscritta una lettera di contestazione indirizzata alla Smat. Più saranno le richiese, più avremo massa critica di manovra. A Pavone ed a Loranzè, dopo la nostra battaglia, Smat alla fine ha rimborsato praticamente tutti. Agire singolarmente non serve. Nel caso dei condomini sarà l'amministratore a raccogliere le richieste di rimborso. Quindi si passerà alle vie legali con lo strumento della causa campione». A Samone c'era già chi aveva telefonato o inviato lettere di contestazioni alla Smat. Anche rivolgendosi a un legale. Dalla platea del polifunzionale qualcuno alza la mano, e racconta la sua storia. C' è quella del pensionato che per l'appunto si è rivolto ad un avvocato rifiutandosi di pagare le bollette: «Anche se mi hanno già mandato diversi solleciti – ammette il pensionato che aggiunge – la Smat mi ha risposto che il canone di depurazione va pagato poiché ci sono due vasche di sedimentazione. Ma non possono essere paragonate a un depuratore». Un giovane papà entra nel merito delle cifre: «Su una bolletta di 150 euro mi trovo a pagare 50 di depurazione. Ma se il servizio non c'è perché hanno inserito questa voce?». Un altro cittadino dice la sua sulla qualità dell'acqua: «Sono 7 anni che abito a Samone e spesso la mattina dai rubinetti esce acqua sporca. Ho protestato, ma mi hanno detto che i parametri sono nella norma. Secondo me andrebbero fatte dell'analisi approfondite». «Faremo anche questo – ha confermato Valtorta – Prima occorre creare una massa critica e un minimo di forza economica per poter pagare le analisi affidandole ad enti super partner, come ad esempio i dipartimenti universitari». Per portare avanti la protesta il primo passo è diventare soci Adoc versando una quota di cinque euro. Lydia Massia