Gli scandali senza fine del pallone
ROMA Per il calcio italiano non c'è pace. L'operazione Fuorigioco solo è l'ultimo scandalo, in ordine cronologico, che coinvolge il campionato più bello del mondo. Per ora è presunto, poi si vedrà. Intanto è materia per nuove polemiche. Non è passato nemmeno un anno dalla bufera che si scatenò con l'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, nel maggio 2015, che impressionò perfino il presidente Mattarella che si disse «indignato», e fece dire al premier Renzi di essere «disgustato». Nell'occasione, nel mirino della giustizia un giro di presunte scommesse in Lega Pro e Dilettanti, il mondo di quella che era la vecchia serie C fu travolto da 50 fermi e 70 indagati, decine di partite sospettate di combine, e due associazioni criminali ritenute in grado di alterare i risultati. Negli stessi giorni di maggio 2015 la prima puntata di un altro dei ricorrenti procedimenti giudiziari legato alla gestione dei diritti televisivi del calcio italiano, seguito da una seconda a ottobre, e fiumi di polemiche, tanto da far dire al presidente del Coni Giovanni Malagò «gli scandali del calcio ci amareggiano». Ma quelli che tornano più spesso sono le bufere per scommesse e combine. Prima fra tutte quella del toto nero: nel 1980 furono arrestati, fra gli altri, i calciatori Manfredonia, Giordano e Albertosi. Condannati dai tribunali sportivi, poi tutti assolti dalla giustizia ordinaria, sempre più lenta di quella del pallone che condannò anche quel Paolo Rossi che tornò in campo appena in tempo per diventare l'eroe dei Mondiali di Spagna '82. Nel 1986 la Lazio si prese 9 punti di penalizzazione per responsabilità oggettiva in un altro caso di scommesse che coinvolse suoi giocatori. Nel 2001 la giustizia prese di mira Atalanta-Pistoiese di Coppa Italia, per un presunto tentativo di combine. Nel 2004 l'ufficio inchieste si occupa di Modena, Sampdoria, Siena e poi anche del Chievo. Due anni dopo scoppia Calciopoli che costò l'azzeramento dei vertici federali e l'inedita retrocessione in B della Juventus. Personaggio centrale dell'inchiesta Luciano Moggi, poi radiato, puniti pure i designatori arbitrali Pairetto e Bergamo. L'ultima vicenda di calcioscommesse è quella della Procura di Cremona sui presunti legami tra bande di scommettitori, non tutti dalla fedina penale limpida e alcuni giocatori.