Giubileo, aperto un ostello per ospitare i pellegrini
VERRÈS La Collegiata di Saint-Gilles è un simbolo, un riferimento per la comunità di Verrès e dall'otto dicembre, data di inizio del Giubileo della Misericordia, lo è anche per i pellegrini della Via Francigena. «Avevamo numerose richieste dai pellegrini – spiega Ezio Minuzzo, membro del consiglio pastorale parrocchiale –. Così abbiamo cercato all'interno della grande struttura della collegiata, che purtroppo versa in un pericoloso stato di degrado, la parte migliore che si adattava al progetto». L'iniziativa è tutta della parrocchia e l'impegno ha investito i membri del consiglio e le risorse sono tutte verrezzesi: «Il lavoro è stato volontario – continua Minuzzo –, poi ovviamente abbiamo dovuto rivolgerci a professionisti che hanno svolto opere specifiche come il riscaldamento, l'idraulica e muratura. Non è da dimenticare che la struttura era abbandonata da decenni». Ora i pellegrini possono essere ospitati nell'ala più bassa della Collegiata, proprio ai piedi della scalinata che conduce alla parte alta dove si trova la chiesa: «Erano i locali dove si svolgeva la catechesi – spiega Minuzzo –, i lavori di recupero hanno portato ad avere a disposizione una cucina, una lavanderia, un locale comune, tre stanze da letto per un massimo di quattordici posti. All'interno abbiamo un bagno completamente attrezzato, mentre abbiamo recuperato il servizio esterno sul ballatoio». Un lungo lavoro, concluso anche grazie a ditte che hanno svolto la propria attività gratuitamente: «La pulizia finale è stata curata dalla famiglia Garessi – aggiunge Ezio Minuzzo – sono stati davvero preziosi, ci hanno anche permesso di recuperare i pavimenti in legno che, oltre alla loro bellezza, hanno permesso di risparmiare». Si dice che "Le vie del Signore sono infinite" e alla Casa del Pellegrino di Verrès lo hanno sperimentato: «Volevamo aprire la struttura per la festa patronale – continua –, ma eravamo in ritardo. Poi il Papa ha dato l'annuncio dell'Anno Giubilare e abbiamo acelerato i tempi e ce l'abbiamo fatta. Il primo ospite è stato proprio un vero pellegrino». Si trattava di Umberto, originario di Merate in provincia di Lecco e, dopo aver perso il lavoro, ha ricercato la fede nel cammino del pellegrino: «È in cammino da tre anni – racconta Minuzzo – e si è presentato con un bastone alto due metri, capelli folti ricci, barba incolta: insomma il pellegrino per antonomasia». Per Ezio Minuzzo e amici è stata una presenza importante: «Non avevamo ancora il riscaldamento, ma non gli importava. Ci ha chiesto una pagnotta di pane e gli abbiamo dato anche un salamino e un dolce, e abbiamo dovuto insistere perché li accettasse». Il passaggio di questo pellegrino moderno ha lasciato comunque il segno: «Abbiamo chiesto ad Umberto che ci lasciasse qualcosa di scritto sul libro degli ospiti – racconta Minuzzo – e lui ha scritto quattro pagine di pensieri profondi, nonostante ci dicesse di essere solo un margaro. Noi abbiamo interpretato la sua presenza come un segno divino, poi ciascuno può vederla come vuole». Ora la struttura sta aspettando di essere inserita negli elenchi ufficiali della Via Francigena, una sorta di turismo religioso. «A breve potremo usare i loghi e i sigilli ufficiali – conclude Minuzzo – e faremo parte dell'ospitalità cosiddetta parrocchiale, basterà rivolgersi alla Collegiata. Non ci sono costi da sostenere, sarà l'ospite di turno che deciderà se lasciare un'offerta». Roberto Belluco