Fiera di Sant’Orso super Affluenza raddoppiata

DONNAS La premiazione, domenica 17 gennaio, degli artisti artigiani ha concluso il rito della 1016ª Foire de Saint-Ours de Donnas, che ha visto impegnato un intero paese per tre giorni consecutivi. Ogni categoria ha avuto chi è stato, a parere della giuria all'opera dal mattino, il migliore. Ogni categoria ha una sua caratteristica, ma l'immaginario si ferma alla lavorazione del legno e della pietra. Primeggia per la scultura Guido Diemoz, seguito da Giuseppe Binel e Fernando Caserta. L'intaglio ha in testa Aldo Ottobon, secondi pari merito Ornella Cretaz e Lea Berard, terzi pari merito Ennio Enrico, Dino Mognol, Giuseppe Bertolin. Suggestivi come sempre i giocattoli con Paolo Paris, secondi pari merito Giannino Perron e Giorgio Broglio, terzo Claudio Anastasi. La lavorazione della pietra ha come primo Donato Savin, seguito da Silvano Salto e Rino Collé. Si diceva rito, perché la Foire è composta da momenti suggestivi, cadenzati secondo un consolidato cerimoniale. La Veillà, primo di questi appuntamenti, venerdì, ha richiamato nel borgo medievale tantissime persone. Catalizzatori il buon cibo e l'ottimo vino, frutto della tradizione valdostana, distribuiti in ventiquattro "crotte" con altrettante specialità: «Agli ingressi abbiamo registrato circa 1700 paganti – ha dichiarato Graziano Comola, presidente del Comitato incremento fiera -, poi ne sono entrati molti in tarda serata quando abbiamo lasciato libero l'accesso». La novità è stata la separazione dei rifiuti in tempo reale, che ha così contenuto il normale abbandono dei piatti degli anni scorsi. Anche i bicchieri di plastica si sono ridotti notevolmente, grazie al nuovo pass d'ingresso che consisteva in una pochette con al suo interno un bicchiere di vetro: «La scelta della separazione dei rifiuti con le isole ecologiche è vincente, tolto qualcuno che ha lasciato in giro le sue cose. Comunque, nel complesso, tutto benissimo». Sabato è proseguito con il lavoro sotterraneo dei volontari per arrivare alla fiaccolata serale dedicata agli artigiani e a Sant'Orso, santo protettore, per poi, dopo la messa, proseguire al Bec renon per una serata danzante. La domenica, salutati dalle autorità civili e militari, è stato il momento degli artigiani di tradizione, quest'anno quattrocentottanta, e delle scuole, ben diciotto; mentre appena fuori dal borgo si sono allestiti i banchetti degli artigiani, ma non tradizionali. Un mondo che a Donnas può raccontarsi e conoscere i tanti estimatori di questi artisti, che sono davvero tanti: «Avere i numeri è impossibile, visto che non abbiamo metodi di rilevazione – conclude Comola -, ma possiamo dire tranquillamente che l'affluenza e le presenze nei parcheggi sono sicuramente il doppio rispetto allo scorso anno». Roberto Belluco