Poliambulatorio, trasloco a febbraio

di Rita Cola w IVREA I primi servizi a trasferirsi sono il centro prelievi, il centro unico prenotazioni e tutto quanto oggi è a Casa Molinario, dalla psicologia alla fisica sanitaria. Il trasloco avverrà subito dopo Carnevale. È finito il poliambulatorio costruito da Scr, la società di committenza regionale per conto dell'Asl/To4. L'edificio, progettato dall'architetto Antonio Besso Marcheis, è di sei piani , è altro 30 metri, con una superficie di 840 metri a piano e, curiosità, la somma della superficie degli spazi vuoti è uguale a quella dei pieni. È stato costruito con tutti i pezzi assemblati a secco ed è quindi un edificio totalmente reversibile. Due anni di lavori, affidati dalla ditta Mattioda, che in associazione temporanea di impresa con Sogeco e Avaro e Tarditi aveva vinto l'appalto per 14 milioni e 600 mila euro finanziati da vari enti (poco meno di 3 milioni dal ministero della Salute, un altro milione e mezzo sempre dal ministero, 5 milioni della Regione Piemonte e 4 dall'Asl/To4). Luciano Ponzetti è il presidente di Scr: «Con la costruzione del poliambulatorio abbiamo rafforzato la nostra esperienza. Ci sarà utile per il poliambulatorio che stiamo costruendo a Venaria». I lavori, a Ivrea, sono terminati in autunno e ora sono in fase di completamento i collaudi degli impianti - complicati e codificati - mentre lo staff dell'ufficio tecnico dell'Asl/To4 diretto da Giovanni Rizzo sta studiando le varie fasi del trasloco. Per la cronaca, le razzie di rame non hanno risparmiato neanche questo edificio, dove quest'estate sono stati portati via i cavi in rame dei cablaggi. Il primo blocco di servizi, quindi, sarà trasferire tutto quanto è ospitato a Casa Molinario. Per i cittadini di Ivrea e del circondario, un cambio di punto di riferimento importante. Spiega Paolina Di Bari, direttrice del distretto di Ivrea: «Il centro prelievi e di prenotazione sarà al piano terra. Viene ottimizzato il flusso di persone in entrata che passerà agli sportelli per poi avviarsi ai box per i prelievi». A Casa Molinario, ogni mattina, al centro prelievi si presentano dalle 250 alle 300 persone. Per non parlare di tutti coloro che, invece, accedono agli sportelli per prenotare visite o cambiare medico o sbrigare pratiche amministrative. Osserva Lorenzo Ardissone, direttore generale: «L'edificio di Casa Molinario sarà restituito alla proprietà». Per la cronaca, si tratta della società Molinario srl e l'Asl/To4 paga di affitto circa 83mila euro l'anno. Entro il mese successivo sarà dato il via al secondo blocco di trasferimenti ovvero andranno al poliambulatorio tutti gli ambulatori oggi ospitati in corso Nigra (edificio di proprietà dell'Asl), compreso il servizio dentistico. Radiologia e il pronto soccorso dentistico, con gli studi con le varie poltrone saranno al secondo piano. Al terzo, invece, gli ambulatori. Previsti spazi anche per le vaccinazioni dei bambini e per i pediatri. Nella sostanza: visto lo sviluppo verticale dell'edificio si cercherà di tenere nei piani più bassi l'accesso al pubblico mentre, mano a mano che si sale, ci saranno servizi che non prevedono l'accesso del pubblico, come i servizi cure domiciliari e gli uffici del distretto. Nell'edificio di corso Nigra resterà quindi solo il Centro di riabilitazione visiva dell'Asl/To4. Terza fase, sarà trasferita una parte degli uffici di via Aldisio, appunto quelli del distretto, delle cure domiciliari. Anche la guardia medica se ne andrà da via Aldisio e una collocazione sarà trovata in ospedale. L'edificio (di proprietà dell'Istituto Cuniberti, con un canone di 252mila euro nel 2014) ospiterà ancora alcuni servizi amministrativi, la logistica e l'ufficio tecnico. Avrà altri tempi, invece, il trasferimento del laboratorio della galenica per la farmacia. Per questo, è stato deciso un cambio in corsa considerato che un piano intero era dedicato al laboratorio analisi che, invece, sparirà dall'Asl/To4. E quindi quello spazio sarà attrezzato per la preparazione dei farmaci antitumorali per tutta l'azienda. Attualmente, il laboratorio in ospedale opera con una deroga per via dell'altezza del soffitto insufficiente e l'Asl era impegnata a trovare una soluzione definitiva. Resta aperta la questione del nome da dare al poliambulatorio. Ardissone ha una proposta, ancora da condividere: «A me piacerebbe Comunità, simbolo della storia di quest'area che aveva chiaro il concetto di presa in carico delle persone. Un concetto da portare avanti».