Giarnera, mago dei rigori «La musica è cambiata»

BANCHETTE La vittoria del Banchette Ivrea nel campionato di calcio Eccellenza di domenica scorsa che ha inaugurato il nuovo anno ha un gusto tutto particolare. Non è frutto del caso, ma è figlia di circostanze che sono cambiate da tempo. Fine di novembre, o meglio, inizio dicembre. Cioè da quando il neo direttore sportivo Lucio Facchini ha rivoluzionato la rosa con ben 13 movimenti, 7 in entrata e 6 in uscita. Le due trasferte, in quel periodo, Verbania e Cigliano, non portarono punti, ma i segnali positivi furoni molti. Domenica, contro lo Stresa, seconda di ritorno, la squadra ha messo in pratica gli ultimi dettami del tecnico William Paonessa, la pressione è stata retta alla grande e i tre punti sono il giusto premio. Certo non è mancata la suspance. Ci hanno pensato l'arbitro e il suo collaboratore valutando male la posizione della caduta di Cabrini (nettamente fuori area) nell'impatto con Di Nuzzo e "regalando" il calcio del rigore allo Stresa del possibile pareggio. Ma tra i pali vigila un certo Michele Giarnera, autentico stratega sui penalty. E cosi dopo aver neutralizzato quelli di Brunetti e di Leto Colombo, ha fatto altrettando con Micheli. La tattica è sempre la stessa. Dopo le proteste generali, il barbuto portiere trova il tempo di avvicinarsi al dischetto e confabulare con l'avversario pronto al tiro: «È la mia qualità fin da bambino – commenta Giarnera – una specie di istinto, una molla che scatta immediatamente quando viene fischiato il rigore. Non ci sono particolari segreti – continua – è un modo per far innervosire il tiratore, spostando la palla sul dischetto o parlando con l'arbitro, comunque tardare il più possibile l'esecuzione, infine cerco di stare fermo fino all'ultimo istante in modo da non far capire da quale lato mi tuffo. I portieri del calcio modermo sono calciatori molto tecnici – commenta Giarnera – la differenza, eventualmente sta nel carattere e nell'approccio e così la mia barba e le urla con il mio vocione molto roco sono caratteristiche che certo, non incutono timore, ma creano qualche nervosismo nell'avversario». Ripartenza migliore per il Banchette Ivrea non si poteva sperare considerando anche lo spessore dell'avversario: «La situazione all'interno del gruppo è cambiata da tempo – risponde il portiere – con un buon atteggiamento in campo e le ultime due partite prima della sosta ne sono la conferma, siamo giovani paghiamo l'inesperienza, ma adesso la musica è diversa». Tanti nuovi arrivi compreso un diretto concorrente, Federico Aleati, classe 1996: «La concorrenza che si è venuta a creare nel gruppo fa solo bene – conclude Giarnera – serve da stimolo per fare bene negli allenamenti. Federico oltre ad essere un bravo ragazzo è un ottimo portiere quindi non devo mai mollare». Mario Capone