In arrivo 950mila euro per il castello

di Mauro Michelotti wAGLIÈ Novecentocinquantamila euro al castello di Agliè per il restauro conservativo e la messa in sicurezza del parco, il consolidamento del giardino degli orti e del canale del "bric" e delle sue pertinenze monumentali. Il 2016 si apre con una buona notizia per la residenza sabauda e il territorio canavesano nel suo insieme, visto che Agliè, con le sue bellezze storiche, artistiche e architettoniche è il cuore del patrimonio culturale di un'intera regione. L'investimento è pari quasi al 10% di tutto ciò che è stato assegnato al Piemonte (tra i siti interessati figurano i torinesi Palazzo Chiablese, Palazzo Carignano, l'area archeologica, la basilica di Superga, Villa della Regina, la Biblioteca Reale), ovvero 11 milioni 445mila euro dei 300 milioni stanziati per tutte le regioni dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che vanno ad aggiungersi ai 360 già destinati ad interventi di tutela nel Sud dell'Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia). «Una notizia da salutare con soddisfazione, una bella boccata d'ossigeno che permetterà di risolvere tutta una serie di criticità legate al parco del castello che ormai da alcuni anni, se non in occasione di evente straordinari, come la bella manifestazione estiva degli attacchi, è chiuso al pubblico - commenta il sindaco della cittadina ducale, Marco Succio - . Il parco è un tutt'uno col castello e non poterne disporre ha creato più di un problema con i turisti che quando arrivano ad Agliè per visitare la residenza sabauda si aspettano sempre di poter vedere quello che è un autentico gioiello. Ci sono state e ci sono tuttora, però, delle difficoltà oggettive legate alla mancata manutenzione. Con questi fondi si potranno programmare degli interventi, anche se sulla tempistica non posso sbilanciarmi». Oltre al parco, i fondi del ministro Dario Franceschini permetteranno, come detto, di consolidare il giardino degli orti e mettere a posto il "bric", la collinetta sotto il belvedere costruita col materiale di scavo del castello, di proprietà demaniale, che ha un importante valore storico. Per Agliè, dopo le dimissioni, lo scorso autunno, da direttore di Lisa Accurti, e il suo rammarico, motivato in una lettera sulla «mancanza di strumenti e risorse adeguate per un dignitosa gestione del castello» (alla Accurti è poi subentrata Alessandra Guerrini), e la scongiurata chiusura domenicale del superbo maniero solo grazie alla disponibilità di alcuni funzionari a tener aperto nonostante le ore di straordinario ormai esaurite, una ventata di ottimismo. Era dai tempi di Elisa di Rivombrosa che non accadeva.