Monaco, paura attentati È caccia a iracheni pro Is
BERLINO La paura di attentati terroristici che ha segnato il Capodanno in tutta Europa ha avuto il suo momento più drammatico a Monaco di Baviera dove, poco prima della mezzanotte, la polizia ha fatto scattare l'emergenza, prendendo «molto sul serio» l'avviso dei servizi segreti francesi e americani su un imminente attacco suicida di un gruppo legato all'Is. In pochi minuti, mentre tutt'attorno già scoppiavano i primi fuochi d'artificio per la festa, squadre speciali della polizia hanno evacuato la stazione centrale (la Hauptbahnhof) e quella del quartiere occidentale di Pasing, indicate come probabili obiettivi dell'azione kamikaze. Attraverso i servizi di informazione online l'ufficio stampa diramava avvisi ai cittadini ad evitare luoghi affollati: una continua raffica di messaggi, in tedesco e nelle lingue delle comunità residenti in città, fra cui l'italiano, che ha consentito di gestire senza panico le fasi più calde dell'emergenza. Come hanno spiegato in mattinata il capo della polizia di Monaco Humbertus Andrae e il ministro dell'Interno della Baviera Joachim Herrmann, si era sulle tracce di 5 o 7 iracheni legati all'Is, le cui generalità erano state fornite dai servizi francesi e americani ai funzionari bavaresi assieme alle informazioni precise sulle modalità e i luoghi degli attentati. I kamikaze, i cui nomi erano sconosciuti all'intelligence tedesca, avrebbero dovuto farsi saltare in aria a coppie all'interno delle due stazioni. Ma le ricerche non hanno prodotto alcun arresto, né sono state trovate prove che potessero confermare l'imminenza dell'attentato. Nessuno però a Monaco parla di «falso allarme». Andrae ha detto in conferenza stampa che non è ancora possibile dire se i sospetti terroristi siano mai stati a Monaco, o se si trovino da qualche altra parte in Germania. Ed Herrmann dal canto suo ha rincarato: «L'informazione indicava concretamente un'azione per mezzanotte». La paura di un attentato proprio durante i festeggiamenti del nuovo anno ha d'altronde attraversato tutte le capitali europee. A Bruxelles, in particolare, l'allerta è stata altissima fin dai giorni precedenti, tanto che il sindaco Yvan Mayeur ha preferito annullare preventivamente fuochi d'artificio e celebrazioni di piazza dopo le indicazioni di possibili attentati sulla Grand Place. La polizia belga ha effettuato proprio il 31 dicembre sei fermi, tre dei quali trattenuti in custodia per tutta la notte, e ha arrestato nell'ambito di una serie di perquisizioni ancora nel quartiere di Molenbeek la decima persona legata agli attacchi di Parigi del 13 novembre: si tratta di Ayoub Bazarouj, un belga di 22 anni, secondo "Le Soir" vicino a Salah Abdeslam, tuttora il ricercato numero uno in quanto ritenuto uno dei cervelli degli attacchi parigini.