Rabbia salvabanche «Vite azzerate non solo i risparmi»

di Marianna Bruschi wROMA Angelo tiene al collo un cartello scritto a pennarello su un foglio bianco: «La mia vita = zero». Le mani in tasca, il colletto del giaccone alzato. Quando iniziano i cori di protesta, quel «vergogna, vergogna» urlato dai risparmiatori che come lui, da tutta Italia, sono arrivati a Roma per protestare contro il salvabanche, Angelo se ne sta in piedi sui gradini di palazzo Esposizioni. «Mi hanno azzerato la vita». Faceva il conciatore Angelo Peruzzi. Ha 80 anni, vive a Vinci, cinquanta minuti da Firenze. Ha iniziato a lavorare che aveva 14 anni, mostra le mani grandi perché da lì passava la fatica. «Il 2 dicembre mi ha chiamato il direttore della filiale, mi ha mostrato un foglio "azzerato, azzerato, azzerato" – racconta Angelo – Ho perso 58mila euro». Dice che si fidava, come tutti. Giovanna Mazzoni ieri mattina è arrivata da Ferrara per il presidio davanti a Bankitalia, poi spostato a pochi metri, sempre in via Nazionale. Lei ha perso circa 50mila euro. Non erano tutti i suoi risparmi, spiega, ma erano quelli che pensava di usare per i prossimi anni, per pagarsi una badante, per esempio. «Mio figlio ha fatto il mutuo per comprarsi una casa – racconta – se avessi saputo cosa sarebbe successo i miei soldi li avrei dati a lui per la casa». Sono due storie. Per non fermarsi ai numeri. Per dare nomi e cognomi e città e volti. Due storie con tanti tratti comuni a quelle di chi è arrivato a Roma per protestare insieme alle associazioni dei consumatori e a una delegazione del Movimento 5 Stelle. Vittime del salva-banche unite nella protesta contro il decreto che ha azzerato azioni e bond subordinati delle quattro banche CariFerrara, CariChieti, Banca Marche e Banca Etruria. «È morta la fiducia nello Stato»; «Rivogliamo tutti i nostri risparmi e con gli interessi. L'elemosina di solidarietà del Governo Renzi non ci basta». I cartelli portano la firma «i truffati». «La Banca d'Italia – ha detto Alessandro Di Battista, deputato Cinque Stelle arrivato al presidio – deve vigilare ma non può farlo perché è controllata dalle banche. Insomma, è in conflitto di interessi come la famiglia Boschi. Serve una riforma della governance e bisogna distribuire i dividendi a questi risparmiatori». E alle parole del deputato sono partiti i cori «Votiamo Cinque Stelle». Tanta la rabbia. «Siamo solo voti, non abbiamo un'anima – le urla rivolte alle telecamere dei media che hanno ripreso la protesta – Siamo pensionati e lavoratori, siamo troppo civili noi italiani, abbiamo una dignità: italiani togliete i soldi dalle banche». Non solo cori e cartelli. Il Comitato Vittime Salva Banche e le associazioni Adusbef-Federconsumatori hanno scritto a Papa Francesco. Gli hanno chiesto un aiuto per arrivare ad avere «un risarcimento integrale per riconquistare la fiducia tradita da un sistema bancario avido». Hanno ricordato il «tragico suicidio di Luigino», il pensionato che si è tolto la vita dopo aver perso i suoi risparmi nel fallimento di Banca Etruria. Vorrebbero andare dal pontefice, vorrebbero raccontagli di persona le sofferenze «dopo che sono stati cancellati, con un colpo di penna, i sacrifici di intere generazioni a 130mila famiglie». @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA