«Macerie pericolose, bonificate la zona»

di Simona Bombonato w BORGOFRANCO In via Colonnello Pessione, frazione San Germano, sopra i Balmetti, nel punto in cui il 20 dicembre 2013 una fuga di gas rase al suolo la casa di Stefania Riva, 78 anni, causando la morte del custode 67enne Giovanni Gagliano, di Borgofranco, il tempo sembra essersi fermato. Il luogo della deflagrazione è come allora. Al civico 21, quindi proprio in fianco al cumulo di macerie, si trova l'abitazione dei Collura. All'epoca se la videro brutta tutti e sei, con le finestre e gli infissi scagliati lontano dallo spostamento d'aria, tanto che la famiglia venne sgomberata. Poco più in là, questione di passi, c'è un'altra casa dove vivono altre due persone. I Collura, a due anni da quel tragico giorno, sono esasperati. Hanno paura, dicono, «per la bombola che è rimasta sotto le macerie» e per l'auto «della signora rimasta sommersa dai detriti» nel loro cortile «e mai più toccata da quel giorno». I Collura si sono affidati a un legale, e lo stesso vale per Stefania Riva, assistita dall'avvocato Marisa Manfredi. Dal punto di vista penale, lo scorso novembre, Stefania Riva è stata scagionata dall'accusa di omicidio colposo, crollo di abitazione e disastro colposo: una perizia tecnica ha stabilito che fu il malfunzionamento di una valvola del gas a causare la saturazione dei locali, poi esplosi nel momento in cui Gagliano aprì la porta di ingresso e accese la luce. Da qui la richiesta della Procura di Ivrea di archiviare il caso, richiesta poi accolta dal gup Alessandro Scialabba. Dal punto di vista civile, invece, la vicenda è aperta. Ora, però, i Collura chiedono al Comune di muoversi affinchè la zona venga messa in sicurezza. «Abbiamo speso 80mila euro per risistemare casa – ha raccontato Daniele Collura, 36 anni, muratore –, probabilmente chiederemo i danni, ma ci preme che si faccia la bonifica al più presto, indipendentemente dal fatto che la proprietà voglia aspettare l'assicurazione. Due settimane fa, si è sviluppato un incendio, non abbiamo dormito tutta notte per il terrore che la bombola di gas che c'è qua sotto esplodesse. La macchina della vicina è rimasta piena di benzina sotto una montagna di mattoni e calcinacci, ci sono anche dei pezzi di amianto». Il sindaco Livio Tola ha confermato che tocca ai privati: «Vista la perizia, aspettano di essere risarciti dall'assicurazione prima di intervenire: parliamo di decine di migliaia di euro. Io posso solo sollecitare almeno la rimozione dell'auto e della bombola. Un'eventuale ordinanza di intervento urgente, se non venisse ottemperata dai privati, ricadrebbe sul Comune. E noi non saremmo in grado di sostenerla». GUARDA FOTOGALLERY E VIDEO www.lasentinella.it