Crist, la Città metropolitana ha dato l’ok
di Simona Bombonato w IVREA La Conferenza dei servizi ha detto sì. A tredici anni dalla presentazione della prima versione del progetto, la centrale idroelettrica del Crist tra Ivrea e Montalto ha ricevuto il via libera ai lavori. La Città metropolitana, ente a cui spetta in questi casi il parere definitivo, ha ritenuto l'impianto tecnicamente fattibile. O meglio, privo di elementi ostativi tali da pregiudicare il rilascio dell'autorizzazione finale. E così, poco è contato il no espresso il 16 novembre scorso dal consiglio comunale di Ivrea (Montalto invece ha sempre votato a favore della centrale), cambio di rotta rispetto a un progetto che l'attuale amministrazione Della Pepa aveva invece appoggiato dal 2010 fino a quel momento. La Conferenza dei servizi convocata ieri, giovedì 3, a Torino, dopo sette ore di confronto anche acceso, ha messo la parola fine al procedimento. E ora, Idropadana, la ditta di Torino che realizzerà l'impianto contando di intercettare 700mila euro l'anno di incentivi dal Gestore di rete per la cessione dell'elettricità, tira un sospiro di sollievo e guarda il calendario. Inizio dei lavori entro fine gennaio. Data di avvio della centrale agosto 2017 al massimo per non perdere il treno degli incentivi. Roberto Bruera, il titolare, ha ipotizzato i tempi. Ma c'è un ma. C'è chi pensa già al ricorso al Tar. In primis, Elisabetta Ballurio, presidente del Consiglio fautrice della mozione contro la centrale poi votata dal consiglio comunale. E poi, su un altro fronte, il comitato dei residenti Pro ambiente Crist con Legambiente e gli agricoltori di Montalto colpiti dagli espropri. «Entro fine gennaio si parte» «Aspettiamo gli ultimi step burocratici per fare gli espropri, poi si andrà ad allestire il cantiere – ha detto Bruera –. I lavori a occhio e croce dovrebbero partire entro gennaio». E in caso di sospensiva o di ricorso? «Noi dobbiamo mettere in funzione la centrale ad agosto 2017 per non perdere gli incentivi. Se qualcuno si dovesse mettere di traverso chiederemo i danni». Alla Conferenza dei servizi era presente Ballurio come rappresentante del Comune delegato dal consiglio comunale. In veste di uditori, il sindaco Carlo Della Pepa e il dirigente dell'Ufficio tecnico Nedo Vinzio, che alla Conferenza del 18 novembre (la penultima) certificava un parere tecnico favorevole alla centrale, mentre Ivrea presentava anche la delibera contraria votata dal Consiglio. Una delibera, questa, che già in quella sede la Città metropolitana criticava giudicandola di natura politica e non tecnica, dunque ininfluente ai fini dell'istruttoria. «Utilità pubblica, cosa?» Nevio Perna, referente per Legambiente circolo Dora Baltea, ieri era a Torino: «Credo che il parere tecnico di Vinzio abbia pesato e non poco – ha commentato –. La delibera del consiglio comunale, anche oggi (ieri, nrd) è stata contestata per la sua natura politica». Risultato, «e osservazioni e le critiche all'impianto non sono state prese in considerazione: la pubblica utilità, non dimostrata, ha finito per prevalere sui costi a carico dei residenti e del territorio». A tal proposito, ha sottolineato Perna, «è evidente che vada rivista la disposizione nazionale che associa a questi impianti il carattere di opere di pubblica utilità indifferibili e urgenti». E poi: «Il Comune di Ivrea ha sottovalutato la situazione, e dunque ne ha responsabilità: poteva tutelarsi prima, rendendo più stringenti i vincoli urbanistici nella zona del Crist». Ballurio, l'esplosivo e i decibel La Conferenza dei servizi si è chiusa con un unico parere contrario quello di Ivrea. «E questo – è intervenuta Ballurio – nonostante dal lato tecnico siano emerse criticità, alcune delle quali sono state inserite a livello prescrittivo, altre sono rimaste inevase perché a dire degli enti a favore atterranno alla fase esecutiva». Una di queste, ancora Ballurio, «è per esempio quella relativa all'impatto acustico in fase di cantiere previsto in toto per circa due anni. Per un anno circa infatti verranno fatte esplodere mine che supereranno del doppio il valore permesso nella zona e il massimo previsto su tutto il territorio di Ivrea. In merito a questa deroga è il Comune a rilasciare l'autorizzazione. E in particolare a oggi ci sono state autorizzazioni in deroga ai limiti acustici concesse in sede di giunta. Il mio giudizio è che sia prevalso l'interesse del privato su quello della collettività. Con due motivazioni: la prima per la produzione di energia rinnovabile, la seconda per una fase istruttoria durata troppi anni». Da qui l'idea del ricorso al Tar del Piemonte. Fanciulli: «Ricorso» E il segretario del Pd, Matteo Fanciulli, se da un lato ha preso atto «della scelta dei burocrati», dall'altro chiederà «agli uffici di verificare se sussistano le condizioni per presentare ricorso». Il sindaco: «Se lo perdiamo no» Da parte sua, il sindaco Carlo Della Pepa ha visto nell'ultima Conferenza dei servizi «un momento di approfondimento serio che ha aiutato a fare luce su aspetti poco chiari». Positivo, secondo lui, che siano state fissate prescrizioni «da osservare alla lettera». Quanto all'ipotesi ricorso, «prima dobbiamo capire se ci sono possibilità ragionevoli di vincerlo. Altrimenti, diventano soldi buttati».