«Entro l’anno avrete 15 nuove risorse»

di Vincenzo Iorio wIVREA Il ministro della Giustizia sa bene che la platea che lo aspetta nell'auditorium del liceo Gramsci non è delle più semplici ed esige qualche risposta. La giornata di ieri non può risolversi con il solo taglio del nastro del nuovo tribunale scandito dall'inno nazionale. Il procuratore Giuseppe Ferrando, nel suo intervento davanti a duecento tra giudici, avvocati e sindaci, ha appena parlato di sfiducia di fronte a una carenza di personale amministrativo e togato che fa della procura di Ivrea l'ultima in una classifica stilata meno di un anno fa dallo stesso dicastero di via Arenula. E così Andrea Orlando va subito al sodo e annuncia: «Entro la fine dell'anno arriveranno negli uffici giudiziari eporediesi quindici nuove risorse amministrative. Nove in tribunale, cinque in Procura e uno all'Unep, l'ufficio notifiche, esecuzioni e protesti». Una boccata d'ossigeno, certo, che però non basta come lo stesso ministero sa bene. Orlando non fa promesse e non procede per annunci. Di nuovi concorsi non parla, «le risorse economiche non lo consentono, soprattutto se ci sono 22mila esuberi nelle pubbliche amministrazioni», ma spiega che di qui alla fine dell'anno ci saranno 1.031 lavoratori che dalle Province verranno distaccate nei tribunali a corto di personale. «A questi si aggiungeranno altri 3.000, sempre dalle Province, entro il 2016», assicura ancora il ministro. In tutta Italia, come ha spiegato il capo del dipartimento dell'organizzazione giudiziaria Mario Barbuto, servirebbero tra i 7 e gli 8mila amministrativi e l'ultimo concorso risale a più di vent'anni fa. Più difficile appare invece l'invio a breve di nuovi magistrati. «Sono consapevole che la situazione di Ivrea è molto delicata e per questo ringrazio tutti per l'impegno profuso. Qui nonostante le mille difficoltà siete riusciti ad abbattere il principale nemico della giustizia italiana: l'arretrato - ha aggiunto Orlando -. L'emergenza al momento potrà essere tamponata solo con l'ingresso, su tutto il territorio nazionale, di 1.500 tirocinanti, aspiranti avvocati e magistrati a supporto dei giudici. Qualcuno di loro verrà inviato anche qui». Il nocciolo della questione gira però attorno alle piante organiche, datate e sottostimate per Ivrea: 18 giudici in tribunale, 6 pm in Procura a fronte di una popolazione di 540mila. «Il ministero è impegnato da tempo per la revisione delle piante organiche dei magistrati - ha spiegato Orlando - ma una nostra prima proposta ha ricevuto, fatto davvero curioso, il parere negativo del Csm. Adesso abbiamo adottato nuovi criteri per stabilire quanti magistrati servono in un posto. Criteri oggettivi, come il tasso litigiosità, il numero delle cause e la presenza della criminalità organizzata. Il mio auspicio è di raggiungere entro la fine dell'anno un accordo con il Csm. Da lì in poi la strada sarà in discesa anche per Ivrea dove arriverà il giusto numero di magistrati». Provvedimenti urgenti ad hoc per Ivrea, il ministro Orlando li esclude categoricamente: «È proprio con la scusa dell'emergenza che in Italia sono stati commessi danni enormi di cui ancora paghiamo le conseguenze. Le piante organiche vanno riviste e riequilibrate secondo criteri oggettivi e non perché c'è un capo ufficio con un certo peso politico a Roma. Fino ad oggi si è proceduto con criteri discrezionali e arbitrari, io voglio cambiare strada. Sono certo che alla fine di questo percoso qui a Ivrea sarete soddisfatti del lavoro che stiamo svolgendo, mentre altri tribunali protesteranno e lo faranno ingiustamente». GUARDA FOTOGALLERY E VIDEO www.lasentinella.it