Gran Masun, da rudere a roccaforte del vino

CAREMA Partiranno nei primi mesi del 2016 i lavori per il recupero del Gran masun, l'antica casa-forte di epoca medievale destinata a divenire centro di valorizzazione del vino di Carema. L'iter burocratico procede spedito, come ha confermato il sindaco Giovanni Aldighieri, che conta di inaugurare i cantieri agli inizi dell'anno nuovo. «Rifacimento del tetto e consolidamento statico dell'edificio – spiega il primo cittadino – costituiscono il primo lotto d'interventi che prevediamo di terminare entro la metà del 2016». Approvati dalla giunta comunale il progetto esecutivo, redatto dall'architetto Federico Aime, il quadro economico del progetto (344mila euro spalmati nel programma triennale dei lavori pubblici) e il certificato di appaltabilità dell'opera, incassato anche l'ok della Soprintendenza per i beni architettonici e paesistici, la palla passa ora alla Unione Mombarone. L'atto costitutivo dell'ente, di cui il Comune di Carema fa parte, insieme a Settimo Vittone, Andrate e Nomaglio, prevede infatti una centrale unica di committenza tenuta a espletare le procedure della gara d'appalto. Le tipologie d'intervento sono riconducibili alle opere da appaltare con procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara. «Sono otto – precisa Aldighieri – le imprese che hanno ricevuto l'invito a partecipare e che dovranno presentare la loro proposta entro il 15 dicembre prossimo. Abbiamo rispettato – conclude – le tempistiche concesse da Bruxelles per l'assegnazione dei finanziamenti europei». Si parla di 259mila euro a fronte dei 344 complessivi, che se entro dicembre non fosse partita la procedura d'appalto sarebbero andati in fumo. Ai fondi europei si aggiungono 40mila euro elargiti dalla Fondazione San Paolo e i restanti a carico del Comune. In base alle risorse finanziarie e ai ribassi d'asta si configurerà poi il secondo lotto di lavori, che permetterà di riaprirne le porte. Paola Principe