L’anima di un quartiere che muta

IVREA È stata accolta da calorosi applausi del pubblico la proiezione, seguita dal dibattito con il regista Stefano Di Polito, del film Mirafiori Lunapark, organizzata da Fiom-Cgil, in collaborazione con il cinema Politeama. Una storia intensa, interpretata da tre ottimi attori, Alessandro Haber, Antonio Catania e Giorgio Colangeli: a Mirafiori, sede storica dei primi stabilimenti della Fiat e simbolo delle lotte operaie degli anni Settanta, è tempo di riqualificazione. Una vecchia fabbrica abbandonata sta per essere abbattuta per fare spazio al vicino campo da golf. Ma Carlo, Franco e Delfino, che nel capannone hanno speso buona parte della loro vita, non sono disposti a uscire di scena senza fare un ultimo tentativo per ripopolare il quartiere e riavvicinare figli e nipoti. «Sono figlio di operai Fiat e ho iniziato a scrivere Mirafiori Lunapark nel 2008, nei primi anni di questa lunga crisi - ha raccontato il regista -. Volevo omaggiare i nostri padri che hanno lavorato per 40 anni alla catena di montaggio e che si sentono traditi dall'addio della Fiat e, in generale, dal silenzio dell'opinione pubblica». E ha sottolineato: «Ho raccolto i miei ricordi familiari e rimescolati in una favola. È stato naturale perché quando ripensiamo ai nostri genitori torniamo bambini, indipendentemente dalla nostra età. Il linguaggio della fiaba, inoltre, ci ha permesso di proteggere i protagonisti, senza speculare sul loro dolore, e ha consentito di raccontare le più grandi paure, come la perdita delle proprie origini». A Torino il film ha avuto un successo incredibile, essendo rimasto nelle sale per 7 settimane ed è stato visto da 8.000 spettatori. Al Politeama, Di Polito è stato affiancato in sala da Federico Bellono, presidente provinciale Fiom, con cui ha parlato delle fabbriche in crisi nell'Eporediese e del processo Olivetti per le presunte vittime di amianto. Al dibattito è intervenuta Milli Penna, rsu Fiom, che ha ripercorso la storia dei dipendenti di Innovis, oggi parte del Gruppo Comdata, che si trovano da 5 anni a subire "il pesante ricatto" degli ammortizzatori sociali. «Dopo Ivrea - ha elencato il regista - saremo a Cuneo, Vercelli, Savigliano, Ancona, Milano, Roma, in un viaggio che vuole unire tutte le persone che continuano a sognare e a lottare per un futuro migliore per il nostro Paese». (fr.fa.)