Altro rinvio, Idropadana dà l’ultimatum
di Simona Bombonato w IVREA Altro che ultima conferenza di servizi dopo tredici anni: sulla centrale idroelettrica del Crist, la conferenza di mercoledì scorso si è chiusa con un ulteriore rinvio al prossimo 3 dicembre. La procedura di Via non è terminata, mancano ancora pareri su aspetti tecnici da parte di Arpa, Regione e Soprintendenza, ma soprattutto, il dirigente Vincenzo Latagliata, responsabile del procedimento per la Città metropolitana, ha chiesto che la delibera votata lunedì scorso nel Consiglio di Ivrea e contraria («non favorevole») alla variante del Prg che consentirebbe la realizzazione dell'impianto, venga irrobustita dal punto di vista «tecnico». Sarebbe stato suggerito, in sostanza, che alle motivazioni politiche espresse nel testo della delibera vengano allegate ulteriori motivazioni di natura tecnica, appunto. Ora Idropadana dà l'ultimatum. Il titolare Roberto Bruera è stato chiaro ieri, al telefono: «Noi siamo ottimisti, ma se il 3 si dovesse chiudere con un nulla di fatto allora basta. Il progetto sarà accantonato». Tutto mentre, sul fronte del no alla centrale, la presidente del consiglio comunale di Ivrea, Elisabetta Ballurio, se da un lato ha contestato la critica di Latagliata, dall'altro si è detta pronta ad andare avanti, fino a ricorrere al Tar se mai la conferenza di servizi decidesse di approvare la tanto discussa centrale sulla Dora tra Ivrea e Montalto. Infine le osservazioni dei proprietari dei 140 ettari di terreni espropriati: quasi tutte respinte in quanto giudicate «troppo generiche», saranno valutate in un numero che non supera le dita di una mano. Idropadana è pronta a monetizzarli con 600mila euro complessivi. «L'Ufficio tecnico che c'entra?» In sede di conferenza di servizi, oltre ai pareri dei Comuni di Ivrea (non favorevole) e di Montalto Dora (favorevole), è stato presentato il parere dell'Ufficio tecnico di Ivrea a firma del dirigente Nedo Vinzio, parere che dà un giudizio tecnico favorevole alla variante al Prg. «I primi due pareri erano richiesti in conferenza di servizi – ha commentato Nevio Perna di Legambiente circolo Dora Baltea –, quello dell'Ufficio tecnico no. Ho trovato strana questa cosa. Mi piacerebbe sapere come mai allegare un parere non richiesto, che per altro sconfessa la delibera votata in Consiglio. Quanto al resto, credo che nel complesso, la delibera sia uscita depotenziata. Mi auguro però che il Consiglio vada avanti». Pozzi a secco, fascia A derogabile È stato sempre Perna a tornare sugli aspetti a suo dire ancora poco chiari della centrale, emersi tra l'altro proprio mercoledì. «Sono usciti ancora preoccupazioni e problemi non chiariti: Smat ha rilevato che la falda acquifera si sta abbassando con conseguenze sull'approvvigionamento dei pozzi, si è chiesta e ci chiediamo anche noi quali conseguenze avrebbe la centrale». E poi «il cantiere andrebbe a sorgere in fascia A, cioè in un punto a forte rischio alluvione: a quanto pare Aipo sarebbe pronta a fare una deroga. E poi? Speriamo non accada nulla?». Dubbi Perna ne ha espressi circa «l'utilizzo dell'esplosivo, argomento del quale sappiamo ancora poco» e sul canale di restituzione «sotto il campo da calcio sbucherebbe in Dora, all'altezza dell'isola dei Conigli, ma sotto il livello dell'acqua. Questo temo comporti conseguenze dal punto di vista dell'erosione». Il Comitato incalza il Comune Forte di 700 firme contrarie alla centrale (tante sono state le adesioni alla petizione promossa dal Comitato pro ambiente Crist), il portavoce Federico Bona proprio ieri si è messo alla tastiera e ha inviato via mail una serie di domande a sindaco, l'assessore all'Urbanistica, i presidenti del Consiglio comunale e della Commissione assetto del territorio, i capigruppo consiliari. Quattro domande secche secche per sapere se sia «prevista un'azione di ricorso verso la deroga prevista da Aipo circa il cantiere in fascia A», se a fronte dell'appunto di Latagliata sia «intenzione del Comune produrre una delibera più incisiva», e poi «come pensa di agire il Comune per confermare il suo no». Infine il ricorso. «Lunedì – ha scritto Bona – ho consegnato all'Ufficio protocollo un documento, sottoscritto anche da Alice Fumero e Nevio Perna, nel quale viene richiesto che il Comune, in caso di via libera all'opera, promuova un ricorso al Tar: è stato valutato?» Ricorso? Ballurio non lo esclude La presidente del Consiglio ballurio si è già detta pronta a muoversi per impugnare l'eventuale autorizzazione alla centrale. Prima però ha replicato a distanza a Latagliata: «Il Comune era tenuto a esprimere non un parere politico ma amministrativo, ovvero ha valenza nell'istruttoria e non è una mera dichiarazione di intento politico. Tanto che la conferenza dei servizi anziché deliberare un atto di assenso conclusivo ha riconvocato il tavolo. La delibera che è stata presentata – ha precisato – ha accolto le motivazioni ostative che erano state osservate non solo dai consiglieri comunali ma anche da Legambiente e dai cittadini. Il fatto di considerarla tecnicamente debole è perché gli enti che danno parere in termini di impatto paesaggistico e ambientale sono altri enti, e non il Comune che può solo esprimersi rispetto alla variante urbanistica senza toccare temi invece paesaggistici» I prossimi passi? Ancora Ballurio:«Se la Valutazione di impatto ambientale sarà favorevole il Comune valuterà l'atto e nel caso non convinca porterò una mozione in Consiglio perché la impugni, idem per la valutazione per i beni culturali. Infine, se la conferenza dei servizi non terrà in debito conto il parere di Ivrea verrà proposta una mozione che impegni il Comune a ricorrere al Tar». «Troppe centrali. Inconfutabile» Per il sindaco Carlo Della Pepa, «la delibera ha avuto aspetti presi in considerazione, altri confutati, ma non vedo come potremmo migliorarla. Vero è che il numero eccessivo di centrali sulla Dora è inconfutabile» (11 con le tre in itinere tra Carema e Ivrea). Circa il parere dell'Ufficio tecnico allegato, di cui Perna ha chiesto spiegazioni «le delibere devono avere una base legata alla struttura. L'Ufficio tecnico ha fatto il suo mestiere». Il Prg e il parco fluviale agricolo Nulla di politico ma semmai tecnico, ha aggiunto Paolo Bertolino, presente in conferenza in qualità di presidente della Commissione assetto del territorio, «nel far valere come abbiamo fatto il concetto stesso di Parco fluviale del territorio, che in sostanza è la destinazione dell'area che l'insediamento andrebbe a cambiare in area per le attrezzature tecnologiche».