Renzi: no agli estremismi

ROMA Prima la Cosa rossa a Roma poi la Cosa nera a Bologna. Nuove formazioni nascono a sinistra e a destra del premier Matteo Renzi, ma lui minimizza e le riduce agli ovvi risultati dei fallimenti politici delle due parti mentre dalla base del partito democratico in molti chiedono unità e coesione, anche con i fuoriusciti, in nome di una possibile ricostruzione della sinistra italiana. Il leader del Pd però è categorico, destra e sinistra, spiega, dopo gli assalti al governo dell'ultimo anno «non ce l'hanno fatta: e dunque oggi indietreggiano, serrano le fila e si riorganizzano». Giudica la Cosa rossa un «delirio onirico» e riguardo l'asse Fi-Ln, parla di «sconfitta di Salvini». Ha sbagliato la parola d'ordine: «blocca Italia», sottolinea, al contrario il «Paese va rilanciato». Poi mette in guardia Berlusconi: «l'Italia moderata non lo seguirà se l'approdo dovesse essere la subordinazione al Carroccio». All'interno del Pd tutti d'accordo a sparare a zero sul raduno di Bologna, ma verso gli ex compagni di partito le posizioni dono divergenti. Le amministrative sono vicine, in primavera, Gianni Cuperlo avverte: «dovremo incontrarci se vogliamo vincere». I dem invece lamentano gli attacchi di Sinistra Italiana al Pd e a Bersani. «L'obiettivo deve essere quello di ricostruire il centrosinistra in Italia - è l'appello di Roberto Speranza, leader dem - e allora non si può che partire dal Pd». La risposta arriva da Cesare Damiano che stigmatizza: «è un'illusione ricostruire unità come nulla fosse accaduto». Il raduno di Bologna tuttavia attira critiche da più parti non solo dal Pd. Il presidente dei senatori Luigi Zanda ricorda che «L'Italia ha bisogno di un centrodestra di stampo europeo, democratico, antirazzista ed europeista». Anna Finocchiaro dice «Triste Berlusconi valletta della Lega». Liquidati i mal di pancia del centrodestra Renzi passa ai fuori usciti di casa propria oltre all'accusa di «delirio onirico», derubrica la formazione a «una riedizione di quanto già avvenuto in passato a sinistra con Bertinotti prima e con Vendola», e giudica la loro «un'operazione velleitaria e intrisa di ideologismo, che fa a pugni con la realtà». Poi dispensa un avvertimento per i transfughi del Pd: non si illudano di intercettare i voti dei delusi dal Pd quelli sono di «Grillo e dei suoi Cinque Stelle», perché, secondo il premier, «non esiste uno spazio politico a sinistra del Pd». E la risposta di Nicola Fratoianni (Sel)evidenzia la frattura: «Per Renzi la strada va a destra. - dice - Auguri. Noi andiamo a sinistra». E respinge al mittente anche la fastidiosa accusa di delirio. «L'unico delirio, e per di più onirico, - replica Fratoianni - sembra quello di un governo che si definisce di sinistra e che cambia la Costituzione grazie a Verdini, rilancia il Ponte sullo stretto con Alfano e alza a 3.000 euro la soglia sul contante».