L’educatrice allontanata ora è difesa dalle mamme

di Mauro Giubellini wFAVRIA Educatrice allontanata da scuola perché avrebbe usato metodi punitivi inappropriati ed atteggiamenti aggressivi nei confronti dei bimbi della scuole elementari che sorvegliava, insieme ad altre quattro colleghe di una cooperativa torinese, durante il pranzo in mensa. Questa la notizia apparsa sulle colonne dei giornali. Era accaduto dopo la segnalazione ufficiale di alcuni genitori. E il Comune, accertato l'accaduto, ha chiesto e ottenuto dalla cooperativa che gestisce il servizio la rimozione dell'educatrice, una 23enne residente in Basso Canavese. Cosa possibile dal momento che è stato proprio il Comune ad appaltare il servizio di sorveglianza. A distanza di sette giorni, però, alcune mamme prendono le difese della ragazza, intanto trasferita in altro Comune ed ad altre mansioni. «Ero presente, con altre mamme, alla riunione indetta martedì 27 ottobre. C'era il sindaco, i responsabili della cooperativa che gestisce la mensa e molti genitori che hanno potuto esprimersi e chiarirsi riguardo situazioni e problemi di varia natura riscontrati durante l'orario della mensa - racconta una mamma a nome di altri genitori - La questione avrebbe dovuto quindi chiudersi quella sera quando tutti i partecipanti sono usciti dalla sala comunale in un clima di grande serenità. Qualcuno, invece, ha avuto la pessima idea di interessare ad una situazione interna e per noi già risolta, i giornali. Spiace che a pagarne le conseguenze sia stata una ragazza che, forse, avrà anche sbagliato ma non meritava di essere criminalizzata. A lei esprimiano la nostra solidarietà. E a chi voluto diffondere artatamente racconti soggettivi va il nostro biasimo per aver macchiato ingiustamente l'immagine della scuola».