«Proviamo a portare Netflix in Canavese»
IVREA Tutto pronto per la festa, oggi all'Officina H, per i settant'anni di Confindustria Canavese. Tre le aziende fondatrici Ing. Camillo Olivetti &C, cooperativa elettrica e gas e tipografia Giglio Tos Evasio. Altre sei le imprese iscritte il primo anno che ci sono ancora oggi: Pontfor, Omg, Zanzi, Mattioda Pierino, Sinterloy e Baro Germano. Per tutte, un riconoscimento in una giornata che, per la prima volta, riesce a portare a Ivrea il presidente nazionale di Confindustria, Giorgio Squinzi, e anche quello nazionale dei Giovani, Marco Gay. Il programma della giornata si svolgerà tutto all'Officina H, con imprese in mostra, vecchi ricordi (ma la nostalgia è vietata). Porte aperte dalle 16,30, e si comincia con i saluti istituzionali. Tocca poi a Fabrizio Gea, il presidente, e poi subito la tavola rotonda dal titolo "Riprogettare il futuro" con Riccardo Donadon di H-Farm, Marco Gay, presidente Giovani imprenditori di Confindustria, Fabrizio Majorana, di Six Sigma Management Institute Europe, Ermanno Rondi, Gruppo Incas e Fabio Vaccarono di Google Italia. Modera Sebastiano Barisoni di Radio 24 Il Sole 24 Ore. Alle 18, Fabrizio Gea dialoga con il presidente nazionale Giorgio Squinzi. A seguire, sarà presentato il nuovo presidente del Gruppo giovani imprenditori del Canavese. Subito dopo sarà consegnato un riconoscimento alle nove aziende fondatrici di Confindustria. Si chiude con un aperitivo e, per gli imprenditori e i loro ospiti, con una cena di gala a cura del ristorante Tre re di Castellamonte.di Rita Cola w IVREA Se Netflix cerca partner per produrre serie tv italiane per esportarle in tutto il mondo, perché non candidare il Canavese in questo ruolo? Fabrizio Gea, presidente di Confindustria Canavese, pensa che questo territorio abbia tutti i numeri per candidarsi ad essere un partner di Netflix. «Se è pronta a investire in Italia - dice - il Canavese deve farsi trovare pronto a offrire al colosso americano idee e competenze sulle quali puntare». Gea non fa altro, in fondo, che commentare le parole di Darren Nielson, director of content acquisition di Netflix, che giovedì scorso ha lanciato nel nostro paese il servizio di video on demand più importante al mondo. Nielson ha detto di essere pronto a investire in Italia per produrre serie tv italiane per esportarle in tutto il mondo grazie alla sua piattaforma. E il Canavese, che oltre vent'anni fa aveva puntato sulla diversificazione produttiva attivando un polo, all'uscita di San Giorgio della A5 per la produzione di soap, ha già, di fatto anche degli spazi idonei alla lavorazione delle serie tv. Lì, infatti, oltre agli interni di fiction di successo (Vivere e Centovetrine in testa) da tempo si realizzano le edizioni italiane di varie fiction. Ma non è solo questione di quel luogo, perché, secondo Confindustria, c'è un tessuto di capacità tecniche diffuso per poter essere concorrenziali. Il tutto, anche dentro la concretezza di Burocrazia zero che consentirà al Canavese di sperimentare - manca solo la firma dei ministeri - un rapporto leggero tra pubblica amministrazione e imprese. Ovviamente Burocrazia zero è un progetto di ampio raggio, che dovrebbe spalancare le porte ad altre misure pubbliche importanti, prima di tutto l'accesso alla banda larga in maniera diffusa, infrastruttura che davvero può fare la differenza e rendere il territorio competitivo. Netflix, quindi, un sogno (l'ennesimo) di candidare il territorio per qualcosa di significativo? Forse. Però Gea suggerisce di mettersi al lavoro e di creare un dossier in tempi rapidi. Lui, di suo, certo ha l'ambizione di fare il primo abbonamento personale per se stesso, ma questa è tutta un'altra storia. In ogni caso, la voglia di proporsi c'è e gli spazi paiono immensi. Netflix, da semplice piattaforma di streaming, è diventata produttrice di contenuti e il suo obiettivo è quello di investire buona parte dei profitti nella produzione in tutti i paesi dove sta sbarcando, Italia compresa, quindi. Per questo è disponibile ad ascoltare nuove storie, a produrle o ad acquistarne le licenze. E allora, perché non approfittarne? «Non possiamo farci sfuggire un'occasione di tale unicità e importanza che, tra l'altro, garantirebbe al nostro territorio la tenuta di un settore che sta attraversando un periodo di difficoltà - conclude - Riteniamo quindi che sia necessario ogni sforzo possibile per iniziare un dialogo con Netflix per presentargli le possibilità del Canavese e offrendogli le nostre competenze e la nostra visione imprenditoriale». Beppe Pezzetto, sindaco di Cuorgnè, è stato vicino a Gea nel dare vita, tre anni fa, al progetto di Burocrazia zero. «Dobbiamo unire le forze e sforzarci tutti insieme come territorio per creare le condizioni ottimali affinché la nostra proposta sia quella più appetibile; dobbiamo essere pronti e quindi agire in fretta. Come amministrazioni del Canavese potremmo mettere sul piatto l'utilizzo gratuito di ambienti e luoghi e una specifica procedura per velocizzare le richieste di permessi e autorizzazioni». Un modo per cominciare.