Bankitalia, Visco indagato per corruzione e truffa
di Rocco Ferrante wSPOLETO Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, è indagato dalla procura di Spoleto in un'inchiesta per corruzione e truffa relativa al commissariamento della Banca popolare di Spoleto e alla vendita avvenuta lo scorso anno dell'istituto di credito umbro al Banco Desio. Il numero uno della Banca Centrale è stato iscritto nel registro degli indagati per abuso d'ufficio e corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. L'inchiesta nasce da un esposto presentato da un centinaio di soci della banca, secondo i quali ci sarebbero state irregolarità nel passaggio a Banco Desio. In particolare - secondo l'esposto - ci sarebbe stata l'offerta di un'altra società di Hong-Kong, la "Nit holding", superiore di cento milioni di euro rispetto a quella avanzata dall'istituto di credito lombardo. L'inchiesta coinvolge altre 7 persone: si tratta dei commissari di Palazzo Koch Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro e Nicola Stabile, dei componenti del comitato di Sorveglianza, Silvano Corbella, Giovanni Domenichini e Giuliana Scognamiglio, e dell'attuale presidente della Bps, Stefano Lado, anche vicepresidente di Banco Desio. Il commissariamento della banca umbra e della Spoleto crediti servizi che con i suoi 21mila soci controllava il 51% del pacchetto azionario di Bps, venne deciso dalla Banca d'Italia dopo un'ispezione avviata nel 2012. Due anni più tardi Bps è stata venduta a Banco Desio. Nel febbraio scorso, però, il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il commissariamento della Scs che controllava Bps. Già prima del commissariamento la Bps era finita al centro di un'inchiesta giudiziaria in cui sono indagati i suoi ex amministratori, tra i quali l'ex presidente Giovannino Antonini, alcuni funzionari dell'istituto ed imprenditori umbri. I reati ipotizzati vanno dall'associazione a delinquere all'appropriazione indebita, fino alla bancarotta fraudolenta. Lo stesso Antonini era finito agli arresti domiciliari nel luglio 2013 nell'ambito di un'altra inchiesta, stavolta della procura di Roma, per corruzione in atti giudiziari. Con lui erano state arrestate altre sei persone tra cui il giudice del Tar del Lazio Franco Angelo Maria De Bernardi. Da Antonini il giudice avrebbe accettato la proposta di 50mila euro in cambio di un suo intervento nel ricorso contro Bankitalia. Sugli sviluppi dell'indagine che coinvolge Visco la magistratura di Spoleto mantiene il massimo riserbo. «Non parlo», è stata l'unica dichiarazione del procuratore Alessandro Cannevale. In serata Bankitalia ha affermato di «non poter entrare nel merito delle vicende recenti della Bps», mentre il governatore Visco è stato ricevuto dal Capo dello Stato Mattarella. L'iscrizione del governatore nel registro delle notizie di reato, avvenuta il 28 gennaio, è confermata da un atto rilasciato dalla procura a una delle parti offese. Si tratta di uno dei vecchi soci della Bps, secondo i quali la vendita alla Banca Desio avrebbe comportato un ingente danno economico non essendo stata presa in considerazione l'offerta cinese. «Noi - ha detto l'avvocato Rizziero Angeletti che rappresenta i ricorrenti - chiediamo di fare chiarezza sullo stato delle cose». Il legale ha sottolineato che tutti i soci hanno subìto «un danno evidente visto che le loro quote si sono di fatto azzerate». In proposito il presidente della Adusbef, Elio Lannutti, ha detto che con questa operazione finanziaria i 21mila soci della banca spoletina hanno subìto complessivamente un danno economico di circa 350 milioni di euro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA