Non riesci a pagare le tasse comunali? Ora saldi lavorando
CALUSO Lavoro volontario per saldare i debiti con il Comune. È la possibilità offerta dal baratto amministrativo. Per il momento in Comune sono arrivate solo due richieste, ma potrebbero raggiungere una percentuale del 3% quella dei cittadini calusiesi che potrebbero accedere alla nuova forma di volontariato attivo, previsto nell'ambito dell'articolo 24 della legge n.164 del 2014 "misure di agevolazioni della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio". I Comuni quindi possono deliberare riduzioni o esenzione di tributi a fronte di interventi per la riqualificazione del territorio, da parte di cittadini singoli o associati che non hanno la possibilità economica di pagare i tributidovuti. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze e strade. L'amministrazione comunale calusiese ha portato il progetto all'approvazione del Consiglio, che nell'ultima seduta, ha espresso un voto unanime di consenso. «Considero il baratto uno strumento utile per quei cittadini che vogliono pagare, ma non ne hanno la possibilità, piuttosto che un mezzo per fare cassa. I cittadini che dimostreranno una morosità incolpevole - ha spiegato in consiglio l'assessore al Bilancio Giuliana Patterlini - per quanto riguarda il pagamento di tributi comunali, come la tassa per la raccolta dei rifiuti, o servizi a domanda individuale come la mensa e i trasporti scolastici, e che hanno un indicatore Isee accertato non superiore a 8.500 euro, potranno saldare il debito attraverso una prestazione di lavoro volontario. Il Comune provvederà a fornire gli strumenti necessari per lo svolgimento delle attività, compresi dispositivi di protezione individuale, il corso di formazione sulla sicurezza e la copertura assicurativa. I cittadini con morosità incolpevole verranno sollecitati direttamente dal Comune, oppure potranno presentare una richiesta. Il baratto amministrativo avrà un carattere sperimentale per la durata di un anno. «Al termine - conclude Patterlini - faremo una riflessione in base al numero delle richieste per valutare se proseguire o meno. L'iniziativa comunque offre un doppio vantaggio: da un lato i contribuenti in difficoltà possono assolvere ai proprie doveri, dall'altro il Comune può usufruire di forza lavoro in un periodo in cui scarseggiano risorse, e le assunzioni sono bloccate». Lydia Massia