Sinodo, il Papa interviene per pacificare falchi e colombe

L'intervento del Papa al Sinodo, ieri mattina, non era previsto. È vero che Francesco segue tutti i lavori (è il primo ad arrivare e l'ultimo ad andar via) e può intervenire chiaramente quando e come vuole. Ma le parole sono nette e sembrano volere "raddrizzare" la discussione, dentro e fuori l'assemblea. Il Papa dice essenzialmente due cose: il Sinodo non può essere uno scontro tra chi vuole e chi non vuole l'ammissione ai sacramenti per i divorziati risposati perché «non è l'unico problema» e l'orizzonte del confronto «non può essere ridotto» a questo. E poi ha chiarito che «la dottrina cattolica sul matrimonio non è stata toccata, non è stata messa in questione dal Sinodo precedente». Chiarimenti non per i media o per i fedeli ad una messa, ma pronunciati direttamente a uso dei vescovi in un'aula a porte chiuse. Come anche parlava ai "ministri" della Chiesa, e non genericamente, quando alla messa invitava a mettere fine alle «rigidità» per imboccare invece la via della «misericordia».