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PARELLA Continua con successo la mostra storico-documentaria "Una finestra sul Canavese nel primo ‘900", promossa dal Comune di Parella, in collaborazione con l'associazione culturale Pedaneus, visitabile fino a domenica 11 ottobre (giovedì e sabato, dalle 15 alle 18, e la domenica, dalle 10 alle 18; scolaresche e gruppi su appuntamento), nel Salone polivalente, in piazza del bornel 1. «L'esposizione – spiega l'architetto Maria Grazia Imarisio che, insieme all'ex sindaco Roberto Comitini, a Diego Surace e all'associazione Pedaneus, ha ideato e curato la mostra- ripercorre un capitolo tra i più intensi, vitali e affascinanti di una storia ultrasecolare, incentrata lungo quell'ombroso tratto di strada, coperto da un pergolato di viti, che partendo da Parella s'addentrava in Colleretto per salire a Loranzè Alto, oltre cui si staglia folta d'ombre la Serra. E non è casuale che questa mostra si tenga proprio "sul declinare dell'estate, nella pace settembrina", cantata, amata, prediletta e vagheggiata da poeti e scrittori che hanno fatto di questi luoghi un autentico ambiente dello spirito». E sottolinea: «Allora, e in particolare tra gli ultimi decenni dell'800 e i primi lustri del ‘900, s'ingenera in questa porzione di Canavese una straordinaria storia di rapporti parentali, alleanze matrimoniali, una comunanza di impegno culturale, politico ed economico tra aristocratici, intellettuali, artisti, scienziati, esponenti dello spettacolo, dell'industria e dell'alta finanza che fanno di Parella e dell'adiacente Colleretto la sede di una fucina prestigiosa del più elevato pensiero laico». A testimonianza concreta restano oggi le case teatro di quest'episodio originale ed eclettico, quasi tutte in vario modo legate alla famiglia Giacosa ed esse stesse episodio d'arte e di apertura a una cultura architettonica che supera i confini subalpini e nazionali per innovative proiezioni oltre-alpine. Sono le ville di Giuseppe Giacosa (1847-1906), la Grande Arca, come la definì il poeta Francesco Pastronchi, di Francesco Carandini (1858-1946), "la casa sul poggio", del senatore Luigi Albertini (1871-1941) e dell'imprenditore Giacomo Bosso (1854-1934). E ancora Villa Aluffi, Villa Malvezzi e Villa e Villino Barattia. Non mancheranno scatti della fabbrica Olivetti di Ivrea, destinata, come la Soie de Châtillon, a portare notevoli benefici occupazionali ed economici ai territori di Parella e delle località vicine. E poi mobili e soprammobili Liberty, cartoline illustrate, coloratissime affiche pubblicitarie, quadri, libri, riviste, abiti d'epoca e un raro spezzone di film, dal "Moi aussi j'accuse" girato dalla Pathé Consortium Cinéma nel 1923. La mostra è parte di ‘900 Carnet Canavese, progetto di valorizzazione dell'eporediese delle Terre dell'Erbaluce. Info e prenotazioni: 0125/76120, 335/5986902, 347/0675630. Franco Farnè