Tsipras vince: «Ora comincia la lotta»

di Maria Berlinguer wROMA Alexis Tsipras vince ancora le elezioni e anzi conferma, malgrado la scissione a sinistra, quasi gli stessi voti di gennaio. Con oltre il 50 per cento di schede Syriza è al 35,54%, pari a 145 seggi. A gennaio la formazione del premier aveva avuto il 36, 34%. Con gli ex alleati di governo, i nazionalisti di Anel, che hanno ottenuto il 3,7% pari a 10 seggi Tsipras potrebbe riproporre l'alleanza di governo, evitando di dover chiedere soccorso al Pasok, considerato dal premier responsabile con i centristi di Nuova democrazia del disastro economico della Grecia. Smentiti tutti i sondaggi che davano fino all'ultimo un testa a testa tra Syriza e Nuova democrazia. A confermare la vittoria di Alexis Tsipras sono stati soprattutto i giovani che, malgrado il programma di lacrime e sangue imposti ai greci dell'ex Troika, lo ha scelto nel 40% dei casi. E infatti proprio a loro va il primo grazie di Tsipars che parla alle 22 al suo popolo che lo accoglie con Bandiera rossa e le bandiere della Grecia. «Dobbiamo chiudere con il passato, abbiamo avuto un mandato cristallino, lottiamo per un altro domani», dice il futuro premier finalmente sollevato. «Siamo duri a morire, continueremo la lotta cominciata sette mesi fa, lottiamo per un domani migliore», dice dal palco. Lotta alla corruzione, e difesa dei più deboli. La battaglia della Grecia, dell'orgoglio greco deve diventare la battaglia per un'Europa diversa. Il partito guidato da Vangelis Meimarakis si è fermato invece al 28,1%. Meimarakis è stato il primo a congratularsi con Tsipars per la vittoria mentre lo spoglio era ancora in corso. Fuori dal Parlamento gli scissionisti di sinistra che hanno seguito l'ex ministro Lafazanis e Varoufakis, accusando Tsipras di aver tradito il popolo accettando il terzo piano di salvataggio europeo. Unità popolare non ha superato la soglia del 3%, dunque non avrà nessun seggio. Alba dorata si conferma invece la terza forza politica del paese con il 7,2%, pari a 19 seggi. Per formazione neonazista avrebbe votato oltre la metà dei disoccupati greci. I comunisti del Kke si confermano quarti al 5,5%. In un clima di grande rassegnazione e di sfiducia generalizzata ai seggi è andato praticamente solo uno greco su due. Hanno votato solo il 54, 4%, solo nel 1948 era andata peggio. Il leader di Syriza ha atteso per tutto lo spoglio i risultati nella sede del partito. «In tre giorni faremo il nuovo governo», dice la portavoce di Tsipras. Il primo a parlare è il leader di Anel. «Ho parlato più volte con Alexis al telefono, lo incontrerò presto e inizieremo la nostra nuova prova: formeremo il governo», dice Panos Kammenos. E in piazza alle 22 c'è anche lui con il giovane premier. Nella sede di Syriza un boato accooglie i primi exit poll , alle 19 italiane. I dati reali sono però assai più lusinghieri per un leader che ha sfidato tutti, scegliendo di tornare al voto per la terza volta in un anno e dopo aver dovuto subire per i veti e le miopie europee il terzo programma di salvataggio. Syriza applicherà l'accordo raggiunto con i creditori europei e il governo «continuerà i duri negoziati con i creditori realizzando che questo è l'inizio della battaglia», dice la portavoce di Syriza. E la prima sfida sarà quella di rinegoziare il debito, come per altro chiede anche il Fondo monetario internazionale. La battaglia per una crescita nuova è appena cominciata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA