PETRUCCI TRA PIANIGIANI E MESSINA

È stata la finalissima dei rimpianti azzurri. E anche dell'orgoglio: vedere sul parquet la Spagna strapazzata nel girone di Berlino e la Lituania che ci ha messo fuori per un soffio nei quarti, non ha fatto altro che accrescere i due sentimenti. A questi livelli, si sa, il confine fra trionfo e amarezza è molto labile. Per i neocampioni spagnoli passa per il tiro libero sbagliato dalla Germania allo scadere: se fosse entrato ci sarebbe stato il supplementare e, perdendo, le Furie rosse sarebbero andate a casa. Per i lituani l'allarme è suonato più volte durante il torneo e, contro gli azzurri, il loro ct Jonas Kazlauskas a un certo punto, dopo un time-out con la sua squadra sul più 8, ha disposto la difesa a zona e ha incassato uno 0-9 che avrebbe potuto rivelarsi letale. Roba che se l'avesse fatta il nostro Simone Pianigiani, sarebbe stato massacrato ancor più di quanto non lo sia stato dopo l'eliminazione. Il punto non è dire oggi se Pianigiani sia il miglior ct per questa squadra che il presidente federale Gianni Petrucci ha definito «la nazionale più forte di sempre». Il punto è esser consapevoli che a giocarsi il trofeo sono state due squadre con un "vissuto" ben più solido di quello azzurro. La Lituania, da quando esiste, non ha mai fallito l'accesso a una fase finale di qualsiasi torneo e due anni fa era stata d'argento; la Spagna è presenza fissa su qualsiasi medagliere: restando agli Europei, il filotto, dal 2007 al 2013, è seconda, prima, prima, terza. Per l'Italia, l'ultimo podio, è stato quello olimpico nel 2004. Agli Europei, nel 2009, non ha neanche partecipato, nel 2011 è stata 17esima, due anni fa ottava. Ecco perché esserci andati vicino può essere un bel trampolino per puntare a un domani migliore. Fra rimpianti e orgoglio, la prossima volta, se l'esperienza sarà stata assorbita nel modo giusto, "quel" canestro sarà più difficile da sbagliare. Con o senza Pianigiani in panchina. Petrucci è tentato dal far tornare Ettore Messina, uno dei coach più titolati d'Europa. Scelta delicata, quanto e più di quella di un tiro libero con la sirena pronta a suonare. @s__tamburini ©RIPRODUZIONE RISERVATA