Bimbi costano troppo: ecco i tagli

VERRÈS Pesanti tagli sui finanziamenti degli asili nido con il documento proposto dalla Giunta regionale e approvato dal Consiglio permanente degli Enti locali. Il singolo bambino costa troppo per le finanze regionali, attualmente di circa 1.150 euro, mentre le rette pagate dalle famiglie – a seconda della fascia di reddito – vanno da 150 euro fino al tetto massimo di 630 euro. In pratica si vuole scendere alla cifra complessiva di 850 euro, aumentando il rapporto bambino educatore ora di circa uno a sei, e di alzare la retta per le famiglie, soprattutto nelle fasce con minor partecipazione, aumentando però il limite di età fino a quella scolare: «Le risorse sono enormemente diminuite - dichiara Antonio Fosson, assessore alla Sanità, salute e politiche sociali - e c'è l'esigenza di ripensare il sistema. La filosofia corretta è che gli asili nido sono fatti per conciliare famiglia e lavoro, la povertà si affronta in altre maniere». Nel mondo del terzo settore, che si dedica anche all'educazione negli asili nido c'è sconcerto: «Conosciamo la situazione economica - spiega Marilù Giachino, presidente della cooperativa sociale Le Soleil di Hône – e siamo d'accordo che le cose devono cambiare, ma non pensavamo in modo così radicale, ovviamente siamo destabilizzati». Le Soleil si occupa dell'educazione nei nidi di Hône, Verrès e Antey-Saint-Andrè, dando un insostituibile sostegno alle famiglie: «Verrès è la struttura più grande – spiega Marilù Giachino – e abbiamo 80 bambini. Il nostro lavoro non è un parcheggio, ma un percorso educativo e un sostegno per le famiglie che ci affidano i loro figli». La società moderna è carente di nonni, che nel passato assicuravano la serenità ai genitori che potevano dedicarsi al lavoro: «Io stessa ho goduto dell'aiuto dei miei genitori per crescere i miei figli – continua Giachino -, ma oggi questa fortuna manca e basta pensare alle famiglie con un genitore solo, se non ci fossero le nostre strutture come farebbero?». L'abbassamento repentino del costo per ogni bimbo inciderà su qualità del servizio e sui posti di lavoro: «Noi impieghiamo 20 educatori – spiega -, ma offriamo anche il servizio mensa con le nostre cucine, arrivando a 30 persone. Il contenimento del costo ci obbligherà a rivedere programmi educativi e rapporti di lavoro». La presidente Giachino non si nasconde dietro un dito, ma punta all'ottimismo: «Con la Regione e gli enti locali abbiamo avuto sempre collaborazione. Ovvio che si deve ridurre la spesa, ma deve essere fatta nel tempo, in questo modo noi, le famiglie riusciremo a sostenere gli adeguamenti. Confido nel buon senso, non possiamo azzerare un sistema educativo e di sostegno alle famiglie che è sempre stato un motivo di vanto, soprattutto non vogliamo lasciare a casa personale». La politica è meno ottimista, infatti Uvp e Alpe alzano gli scudi per mano dei rappresentanti per gli Enti Locali Fabio Marra e Roberto Cunèaz: «Con queste politiche sociali sarà difficile avere famiglie con figli – afferma Marra -, con questo documento altro che aiutare la conciliazione tra famiglia e lavoro, si va ad affossare tutto il welfare valdostano. Nessuno nega la mancanza di fondi, ma non è questa la strada per fare risparmio, soprattutto chiedendo che rimanga invariata la qualità». Roberto Belluco