Travolta dal treno, indaga la Procura

di Vincenzo Iorio wIVREA Verrà operata questa mattina la donna di 46 anni investita da un treno, lunedì pomeriggio, mentre attraversava i binari della stazione di Ivrea. Min Chen, di origine cinese, ha ripreso conoscenza, ma le sue condizioni restano gravi. I medici del San Giovanni Bosco interverranno per ridurre l'ematoma cerebrale. La procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta per lesioni, al momento contro ignoti, che porterà i magistrati a verificare se all'interno della stazione ferroviaria siano rispettati i più elementari profili di sicurezza. Se vi sia un'adeguata cartellonistica che avvisa i viaggiatori del divieto di attraversamento dei binari invitandoli a usare il sovrappasso; se vi sia un efficace controllo su chi quotidianamente, e non sono pochi, i binari li attraversa come se fosse la cosa più normale del mondo. Non è un mistero, almeno per le migliaia di pendolari canavesani, che alla stazione di Ivrea percorrere le massicciate per raggiungere i binari 2 e 3 o uscire dalla stazione, è pratica frequente. Ci sono per esempio viaggiatori, in arrivo al mattino sul binario 3 da Torino, che lo fanno impunemente sotto gli occhi del capostazione di turno e del personale presenti. Eppure, dal 2007, c'è il sovrappasso con tre ascensori che non sempre, a dire il vero, funzionano. E quando gli ascensori sono guasti c'è sempre chi preferisce trasportare i bagagli sulla massicciata che per la rampa di scale. Le macchinette obliteratrici non sono presenti su tutti i binari, il che costringe i pendolari a percorrere il sovrappasso più di una volta per convalidare i biglietto. Del resto lunedì pomeriggio, subito dopo l'incidente, un capotreno si sfoga: «Guardi, lo sapevamo tutti qui che prima o poi una cosa del genere sarebbe accaduta. La gente continua ad attraversare i binari. Speriamo che questo episodio serva da lezione». Le indagini sull'investimento, coordinate dal pm Giuseppe Drammis, sono svolte dalla polizia. Min Chen era in compagnia di una sua amica, entrambe senza documenti ed irregolari sul territorio italiano. Alcuni testimoni hanno riferito che erano ubriache. Probabilmente erano dirette a Saint Vincent (nelle loro borse sono stati trovati contanti per più di mille euro e card del casinò). Min Chen è scesa sul primo binario, dove era fermo il treno in partenza per Aosta. Aveva la visuale coperta, quando sul secondo era in arrivo un altro treno. È riuscita a fare solo un piccolo passo indietro, grazie alle urla del capostazione: «No, no, ferma. Torna indietro». Una frazione di secondo che ha evitato che il convoglio in arrivo alle 15.22 la prendesse in pieno con il gancio della locomotiva. «Andavo piano perché eravamo in arrivo - ha detto il capotreno Sandro Sacconi alla polizia -. L'ho vista all'ultimo secondo perché anche io avevo la visuale coperta dal treno fermo sul binario 1. Ho subito azionato i freni di emergenza, ma ormai era troppo tardi. Non so cosa potessi fare di più. Se la donna è ancora viva è perché il capostazione le ha urlato di fermarsi». Non è stato facile per gli investigatori identificare la vittima. La donna che era in sua compagnia non parlava italiano e quando è stata invitata ad andare in commissariato ha preso a schiaffi un agente. La donna verso sera è stata accompagnata all'ufficio immigrazione della questura per le pratiche di espulsione. GUARDA FOTOGALLERY E VIDEO www.lasentinella.it