IL DISPREZZO L’ODIO E IL DOLORE

di FERDINANDO CAMON Qual è il più grande evento col quale stiamo facendo i conti? Le migrazioni. E il più grande evento di domani? Le migrazioni. Quanto durerà? Dicono: vent'anni o più. C'è uno Stato che ha affrontato lo stesso problema, e lo ha risolto in maniera che si può copiare? Gli Stati Uniti. Ci sono Stati che lo stanno affrontando in maniera opposta? Gli Stati che si chiudono, alzano muri di mattoni o di filo spinato, evitano il contatto fisico con i migranti, li trattano come appestati. Di Stati così l'Europa offre esempi ogni giorno. Non sto parlando di Stati che controllano chi arriva: anche gli Stati Uniti controllano, e se vuoi restare da loro devi conoscere ed accettare la loro Costituzione. Sto parlando di Stati che mostrano uno di questi sentimenti, o tutt'e due: "disprezzo" e "odio". Mentre scrivo, appare sul monitor la notizia di un parroco che dichiara: «Piuttosto di ospitare profughi nella mia canonica, la brucio». Un attimo dopo smentisce. È chiaro che se non smentisce non può fare il mestiere che fa. Gira ancora il video di un cittadino danese che sputa sui migranti. L'uomo, tozzo, testa bionda, si curva in avanti, affinché lo sputo acquisti una traiettoria più lunga. Stringe le labbra per raccogliere la saliva. Tiene la mano destra sul petto, per dire: «Lo faccio col cuore». Lo sputo non è un calcio. Non esprime odio. Esprime disprezzo. Significa: «Mi fate schifo». Sì, certo, è più grave il gesto di chi ha dichiarato (era un politico italiano): «Io sui barconi sparerei cannonate, godo quando affondano». Ci fu un poeta latino che scrisse: «È dolce (in latino "suave"), quando affondano le navi, guardare i marinai annegare, stando noi al sicuro sulla terra». Noi, studenti di liceo, non riuscivamo a capire. Il professore ci spiegò: «Ragazzi, voi non capite Lucrezio, perché tra Lucrezio e voi è venuto il Cristianesimo». E non è venuto anche per quel politico, che era segretario della Lega? Non si tratta di essere cristiani. Cristiani o no, tutti dovremmo aver ormai assorbito dalla Storia il dolore nel vedere gli altri soffrire e morire. Tutti gli altri, di qualunque razza o religione. Quattro secoli prima di Cristo fu formulato il giuramento d'Ippocrate, che ancor oggi vincola i medici che cominciano a esercitare la professione. Con quel giuramento il medico s'impegnava a prestar le sue cure a chiunque ne avesse bisogno, ricco o povero, libero o schiavo. Vuol dire: anche a chi non poteva pagare. Per un danese che sputa sui miserabili, c'è una giornalista ungherese che li prende a calci. Ieri ha dichiarato che faceva così perché era in preda al panico. Menzogna pura. Lei filmava i migranti che scappavano dalla polizia, e non sapeva di essere a sua volta filmata da un cineoperatore tedesco. Lei sceglie un fuggiasco che corre goffamente perché ha un bambino in braccio, e quando le sfila davanti allunga il piede sinistro e lo sgambetta. L'uomo cade a faccia in giù. Il figlio urla a squarciagola. In un video successivo, la cameraman ungherese sceglie una bambina, e quando le arriva a fianco le rifila un calcione, colpendola al ginocchio. La bambina spalanca gli occhi, per vedere chi la odia così tanto. Sì, c'è del panico nella scena, ma non è nella cameraman, è nella bambina. Sputare è disprezzo, scalciare è odio. Sempre in Ungheria, i poliziotti gettano pani ai prigionieri chiusi in un recinto: i pani volano in aria, cadono sulle mani tese, chi ne prende uno mangia, gli altri no. È così che l'uomo dà da mangiare agli animali, gli butta il cibo davanti al muso, quelli se lo contendono a grugnate. Non sapevano cos'è l'Europa, questi poveri migranti. Ma non lo sapevamo neanche noi, che ci viviamo dentro. Non han voluto citare le "radici cristiane" nello statuto d'Europa, i padri costituenti. Hanno ragione. Quelle radici non sono state piantate, o non hanno attecchito. ©RIPRODUZIONE RISERVATA