In mille in San Lorenzo per l’addio a Getto

IVREA Si sono levate alte, nel silenzio commosso della chiesa, le note di "Signore delle cime" il canto che tante volte Rinaldo Getto, morto giovedì scorso all'età di 87 anni, ha intonato con i suoi compagni del Coro alpino eporediese. Le loro voci, lo scorso sabato mattina, si sono unite per lui e dalla navata laterale della chiesa di San Lorenzo hanno scandito in note ed emozione la sua cerimonia funebre, congedandosi poi in un ultimo saluto sul sagrato, quando il feretro ha sostato un istante, prima della partenza per il tempio crematorio di Mappano. Almeno mille persone hanno seguito il rito funebre che si è svolto a portale aperto, essendo non solo la chiesa gremita, ma anche il porticato, il breve spiazzo esterno e parte dei marciapiedi sul corso. Tutti lì per lui, ma anche per stringersi al mondo dei suoi affetti, la moglie Ada, sommessa presenza speciale per una vita accanto a una vulcanica personalità speciale, e il figlio Maurizio, con la sua famiglia, e ancora i nipoti Piero e Daniela: uniti per condividere la dolorosa perdita di una persona cara e indimenticabile. In Rinaldo, in effetti, erano rappresentate entrambe le motivazioni che gli avevano valso, nel 2007, le insegne di Oditore, "virtù e zelo dimostrati nelle secolari celebrazioni" e "meriti acquisiti nelle quotidiane incombenze". Proprio nell'attuare tali motivazioni, nel corso della sua lunga vita, aveva tessuto una trama fitta di incontri, amicizie e collaborazioni, da lui quotidianamente alimentata fino all'ultimo e che fino all'ultimo gli ha risposto con assoluta reciprocità di rispetto e affetto. «Un patrimonio di relazioni umane e di amore per la sua città e le tradizioni ad essa legate - ha rimarcato il parroco, don Arnaldo Bigio, nella sua ispirata omelia- che non andrà assolutamente disperso e continuerà a dare i suoi frutti. Sembrerebbe un controsenso, in un funerale, lodare e ringraziare il Signore, ma noi lo facciamo consapevoli e convinti che abbiamo motivo di ringraziarlo per questa sua storia che si è compiuta sulla Terra e che ha arricchito chi ha condiviso con lui parte del proprio cammino». Mancherà a tanti il piacevole incontrarlo al mattino, in via Palestro, e i commenti puntuali sull'attualità e sui fatti della città. Mancheranno la spontaneità del suo saluto cordiale e la sua gentilezza. Ma non saranno dimenticati. Franco Farnè GUARDA FOTOGALLERY VIDEO www.lasentinella.it