Cristina, mamma al bar

SETTIMO VITTONE Giovane, solare, con tanta voglia di fare e mamma di un meraviglioso bimbo. È in queste poche parole che si potrebbe racchiudere la simpatica Cristina Verbena, 31 anni, titolare del bar Statale 26, che prende il nome dalla sua posizione proprio sulla strada statale a Settimo Vittone. «Sono originaria di Cuorgnè- racconta Cristina- gli anni scolastici li ho passati per lo più a Torino, dove avevo scelto di studiare moda. Poi iniziando a lavorare nei bar, per guadagnare i primi stipendi, ho scoperto una vera passione per questo mestiere, che si è ingrandita con il tempo fino a decidere di continuare a seguire questa strada. Ho vissuto in molte città, anche a Milano e sono ormai 15 anni che svolgo questo mestiere». Il bar di Cristina non offre solo un ampio servizio di caffetteria, ma funge anche da tavola fredda, proponendo panini, toast e altri pasti all'ora di pranzo, senza dimenticare i più classici aperitivi, che nei passati mesi di giugno e luglio si sono estesi a veri e propri apericena. In merito alla sua partecipazione al concorso, invece, afferma: «Ho deciso di iscrivermi per avere più visibilità. Ho una buona posizione, in una zona di passaggio, ma proprio per questo sono più conosciuta da chi spesso transita su questa strada per raggiungere o tornare dalla valle, mentre per i residenti in zona e nei paesi limitrofi do meno nell'occhio. Inoltre frequentare il mio locale dà la sensazione di essere all'interno di una grande famiglia, che spero si possa allargare sempre più. Tutti si conoscono e mi piace avere un rapporto di amicizia con tutti, fin da subito». Ha fatto così anche con noi, la giovane Cristina, che in merito alla prospettiva di vincere il viaggio in palio afferma: «Se dovessi vincere la crociera sarebbe un fantastico regalo da fare a me stessa». Infine, pensando al futuro dice: «Spero che tutto continui bene, soprattutto per il mio bar. Mi piacerebbe trovare una dipendente che possa darmi una mano, con cui instaurare un buon rapporto, non solo in campo lavorativo». Alessandra Ciancio