Mense, appalto confermato Vivenda gestirà il servizio

DONNAS Dietrofront e conferma per un anno del servizio di mensa scolastica, pulizie e servizi accessori nelle scuole alla Vivenda spa. L'azienda era coinvolta nell'inchiesta romana di Mafia Capitale, ma dopo il commissariamento da parte del prefetto Franco Gabrielli l'azienda ha di nuovo i requisiti di legalità e il «visto antimafia» che consente di proseguire i rapporti con le amministrazioni pubbiche. «Non c'è più alcun motivo per interrompere il rapporto tra Comune e Vivenda - recita una nota firmata dall'assessore all'Istruzione del Comune di Aosta, Andrea Paron - e la decisione di oggi garantisce il mantenimento dei livelli occupazionali, che in caso di aggiudicazione a diverso operatore non erano garantiti integralmente». Di Vivenda spa, associazione temporanea d'impresa con La Cascina Global Service Srl, meglio conosciuta in Valle d'Aosta come Centro produzione pasti di Arnad, appaltatore dei servizi mensa e pulizia delle scuole aostane, fino a due settimane fa si era sentito parlare solo per lamentele sulla qualità dei pasti (sempre rispedite al mittente), per l'importo milionario dell'appalto, ma con l'indagine denominata Mafia Capitale il prefetto di Roma Gabrielli ha scritto una nota informativa anche ad Aosta. Infatti il 4 giugno sono stati arrestati cinque dirigenti del gruppo, per motivi riguardanti un centro di accoglienza per richiedenti asilo catanese, e questo ha fatto decadere il certificato antimafia delle società. Dal Comune di Aosta si reagisce risolvendo il contratto e si parla di "atto automatico", causato dalla mancanza delle certificazioni obbligatorie per avere a che fare con un Ente Pubblico, senza entrare nel merito delle indagini. L'attenzione è comunque alta, anche perché Vivenda rifornisce di pasti anche l'Usl – che non ha risolto il contratto - e si sarebbe potuta creare una situazione di profondo disagio. La paura dura comunque poco, perché nel frattempo l'azienda è stata commissariata e, per il Comune di Aosta, tanto è bastato: si riassegna l'appalto a Vivenda e tutto torna come prima. Si rilassa anche l'assessore c Edoardo Paron ma il gruppo di Alpe in seno al consiglio comunale di Aosta non gradisce questo ritorno di fiamma e affida le sue preoccupazioni ad una nota che contraddice l'assessore: «L'eventuale subentro temporaneo della ditta prima esclusa nella gara d'appalto avrebbe garantito comunque i lavoratori coinvolti, che sarebbero stati da essa riassorbiti». Alza i toni riferendosi al riaffido dell'appalto: «Bene aveva fatto l'amministrazione comunale a prendere immediatamente le distanze da chi è sospettato di connivenze mafiose. Ora però non si capisce perché, a distanza di così pochi giorni, ci sia stato un dietrofront: cosa è intervenuto nel frattempo? Chi o che cosa hanno fatto cambiare di avviso il sindaco e la sua giunta?». Il sindaco Centoz, affida all'organo di informazione comunale Aostainforma.it la comunicazione istituzionale, mentre a quella più friendly e diretta ci pensa proprio lui, sul suo profilo facebook. Riassume la vicenda in quattro punti e punta l'accento sulla scelta di continuare con Vivenda, grazie al colloquio avuto con Gabrielli, Enac e i commissari: «Ci sono le condizioni di tutela contro i rischi di infiltrazione mafiosa e una scelta diversa (alla luce del commissariamento) avrebbe esposto il Comune a ricorso delle società a cui si era tolto l'appalto». Roberto Belluco